Contrasto all'evasione fiscale, la Guardia di Finanza sequestra beni per 28 milioni di euro

2' di lettura 19/11/2014 - La Guardia di Finanza di Macerata, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ha sequestrato per equivalente immobili, autocarri, auto e disponibilità bancarie a una serie di imprenditori della zona, che non avevano ottemperato agli obblighi fiscali, per un totale di 28 milioni di euro.

Questo strumento, condiviso dalle Fiamme Gialle e dalla Magistratura, è il metodo migliore per contrastare l’evasione fiscale e scoraggiare gli imprenditori disonesti.

Infatti, spiegano il Procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio ed il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata Colonnello Paolo Papetti tracciando un primo bilancio dell’attività svolta e della collaborazione, con questo sistema, in caso di reati tributari, si ottiene in tempi brevi il sequestro di una quota equivalente di beni commisurati all’evasione fiscale perpetrata.

Inoltre, quasi sempre, l’imprenditore si ravvede e procede spontaneamente al pagamento delle imposte non pagate, rendendo così assolutamente efficace l’azione di contrasto all’evasione fiscale.

E’, fanno presente in definitiva dalla Guardia di Finanza, una sorta di corsia preferenziale che viene accordata proprio per colpire le maggiori evasioni d’imposta e per impedire che i cosiddetti “Grandi evasori”, confidando anche nelle lunghezze burocratiche, pensano di poterla fare franca facendo ‘sparire’ i beni prima che arrivi il giudizio del contenzioso o intestandoli a prestanome.

Negli ultimi due anni pertanto, la strategia della fermezza, si è tradotta nell’emissione da parte dell’Autorità Giudiziaria, su richiesta della Guardia di Finanza, di decreti di sequestri di beni fino a concorrenza delle imposte evase attraverso gravi frodi fiscali per un valore complessivo di circa 44milioni di euro. Di questi, all’atto dell’esecuzione dei provvedimenti cautelari ne sono stati individuati e sequestrati per un controvalore di oltre 28 milioni di euro.

La differenza, concludono, si spiega perché le frodi fiscali normalmente si consumano nel giro di qualche anno, per cui una parte della ricchezza illecitamente accumulata risulta dissipata all’atto del sequestro.






Questo è un articolo pubblicato il 19-11-2014 alle 20:42 sul giornale del 20 novembre 2014 - 526 letture

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