Oggi il lancio di #900buonaccorsi, il 7 dicembre l’inaugurazione delle sale di arte moderna dei Musei Civici

6' di lettura 19/11/2014 - “Che scoperte! Se non si fanno scoperte non si fa nulla: tu ci passi accanto e non te ne accorgi… Passi accanto alla città e non sai che cos’è la città, non l’hai mai scoperta…”.

Si è ispirato alle parole di Giorgio La Pira quando divenne Sottosegretario al Lavoro, il sindaco Romano Carancini per trovare la parola sotto la cui egida nasce il viaggio verso #900buonaccorsi e che battezzerà le sale di arte moderna dei Musei civici di Palazzo Buonaccorsi con l’inaugurazione prevista per il prossimo 7 dicembre.

E la parola scelta è appunto scoperta, “l’essenza - come lui stesso l’ha definita aprendo stamattina al Buonaccorsi insieme a tutta la Giunta, la conferenza stampa di lancio dell’inaugurazione – della presentazione di #900buonaccorsi”.

“La scoperta – ha detto il primo cittadino – perché Palazzo Buonaccorsi, ancora oggi, penso abbia bisogno di essere scoperto dalla città. Il numero di persone che lo conosce è insufficiente. Quindi occorre concentrarsi sulla scoperta e coinvolgere la città nel far diventare questo luogo un luogo proprio. Le sale dedicate all’arte moderna, e quindi il completamento dei Musei, va oltre il nostro programma ma tutti abbiamo creduto che fare un ulteriore passo, dopo l’allestimento delle sale di arte antica, fosse la scelta più giusta. Vorremmo che fosse una festa della città scoprendo Palazzo Buonaccorsi nella sua completezza, come luogo di appartenenza di ognuno dei maceratesi”

Non nasconde la soddisfazione di essere arrivato a questo punto il sindaco Carancini e definisce il Buonaccorsi “un luogo simbolo, un museo marchigiano di riferimento almeno quanto quello di Urbino” ed esprime fierezza perché con il 7 dicembre si va a completare un percorso iniziato 5 anni fa definendo “Palazzo Buonaccorsi motore determinante della nostra identità, della nostra esperienza amministrativa”.

“Credo che la città rimarrà stupita” dice ancora il sindaco, “e se la Pinacoteca la paragono a due occhi neri pieni di fascino, quelli dell’arte moderna saranno verdi, strepitosi, pieni di opere di assoluto valore internazionale”.

E sottolinea ancora l’identità culturale di Macerata che può vantare, oltre ad un numero di luoghi di altissimo livello come lo Sferisterio, la biblioteca Mozzi Borgetti, il Teatro Lauro Rossi, anche un ricchissimo calendario di eventi e manifestazioni di primo piano che fanno di Macerata “un punto di riferimento importante e una delle città capoluogo di provincia più significativa a livello nazionale”. Ma l’impronta culturale che l’Amministrazione Carancini ha scelto di dare al suo mandato, non è la sola e va a braccetto con quella sociale: “Macerata è la prima città capoluogo delle Marche che investe sul sociale con una spesa pro capite di 210 euro - ha affermato il sindaco - e questo per dire che siamo stati abbastanza capaci di fare sintesi e far correre sullo stesso binario il sociale e la cultura. Sono volti che dialogono e si alimentano reciprocamente”.

Del nuovo allestimento delle sale di arte moderna ne ha parlato la direttrice del Musei civici, Alessandra Sfrappini paragonandole alla casa dell’arte “aperta a tutti e che tanti maceratesi hanno contribuito ad aprire”.

Disposta su sedici ambienti del secondo piano di Palazzo Buonaccorsi la collezione di arte moderna si presenterà su un percorso cronologico lineare, accompagnato da supporti multimediali e audiovisivi di approfondimento. L’ordinamento delle opere si articola su quattro distinti momenti che scandiscono il Novecento nelle declinazioni che in città ne sono state date dai suoi maggiori artisti, che a partire da Ivo Pannaggi per giungere a Monachesi, Tano, Peschi, Tulli, Ghiozzi, Ricci, Craia sono stati promotori del confronto con le correnti e con gli esponenti della ricerca contemporanea, hanno messo in circuito esperienze e favorito la nascita dei nuovi talenti.

Da un contesto di primo Novecento poco recettivo nei confronti delle novità dell’arte e sostanzialmente fedele alla tradizione, si passa all’avvento delle avanguardie e al formarsi negli anni Trenta del gruppo futurista “Boccioni” non senza aver accuratamente indagato, anche con l’aiuto di una installazione multimediale, la complessa e affascinante parabola del pittore, scenografo, architetto e designer Ivo Pannaggi. Il percorso si inoltra poi nella seconda metà del Novecento, accostando alle opere esposte alcuni strumenti di approfondimento, utili a recepire lo spessore di un secolo che ha eliminato ogni confine e che ha fatto delle “arti visive” un territorio quanto mai inclusivo e variegato. La collezione comunale è in gran parte il portato e il riflesso di una serie straordinaria di mostre e di incontri, apertasi nel clima della rinascita civile e culturale dell’immediato dopoguerra.

Sono le stagioni della Brigata Amici dell’arte, costante promotrice del confronto nazionale, in particolare con le tre edizioni del Premio Scipione, cui fanno seguito le mostre promosse dal Consiglio dei Curatori, in Pinacoteca e alla Chiesa di San Paolo. Grazie ai suoi artisti, alle sue istituzioni, alla sensibilità di acuti interpreti delle vicende contemporanee come Goffredo Binni e Elverio Maurizi, Macerata è attiva nella ribalta dell’arte in una prolifica sequenza di scambi che si fa più fitta dagli anni Settanta, con la nascita dell’Accademia di belle arti e la presenza, fra gli altri, di maestri quali Remo Brindisi, Valeriano Trubbiani e Magdalo Mussio. La complessità e la ricchezza di tante germinazioni non si esauriscono in ciò che nella collezione comunale si è sedimentato e che oggi, attraverso una selezione di opere importanti, viene restituito alla città. L’obiettivo del progetto, ancora una volta, è invogliare il visitatore a scoprire una più vasta realtà, esterna al museo e con esso relazionata, a percepire la quotidiana e diffusa presenza dell’arte nel vissuto della città.

L’assessore ai Beni culturali e alla Comunicazione, Stefania Monteverde ha presentato la campagna di comunicazione realizzata dalla ma:design di Pesaro, la stessa agenzia che ha curato quella delle sale di arte antica: “#900Buonaccorsi – ha detto mostrando ai presenti le tre immagini che caratterizzano le varie tipologie di manifesti che presto verranno affissi in città - è caratterizzato dalla sedia dell’anticamera Zampini L'idea è stata quella di mantenere la figura umana interpretata come uomini al lavoro, in movimento che ricordano le figure di Pannaggi sfruttando la sovrapposizione in una sorta di collage futurista. Una casa dove c’è lavoro, attività dinamismo. Un altro strumento scelto è quello di un giornale – manifesto, tirato in 20.000 copie che verrà recapitato a tutti i residenti. Si tratta di un racconto, la presentazione di una casa dell’arte, un’opportunità di conoscere e riconoscere tutto quello che si trova a Palazzo Buonaccorsi. Ma #900buonaccorsi sarà anche comunicazione virale attraverso la lingua dei social più importanti”.

Il programma delle iniziative che caratterizzeranno l’inaugurazione delle sale di arte moderna è ancora un work in progress. Certo è che avverrà il 7 dicembre con inizio alle ore 16 al Teatro Lauro Rossi cui seguirà il taglio del nastro a Palazzo Buonaccorsi con apertura non stop fino a notte inoltrata Per il giorno seguente si stanno definendo altri appuntamenti, su tutti una performance che vedrà coinvolta l’Associazione di Nuova Musica.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-11-2014 alle 18:21 sul giornale del 20 novembre 2014 - 587 letture

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