Incontri d'autunno: tutto esaurito per David Sassoli

2' di lettura 22/11/2014 - Internazionalizzazione. Per David Sassoli questa è la parola chiave per superare la crisi. Accolto da un tutto-esaurito all'hotel Claudiani, ieri sera il vicepresidente del Parlamento europeo, ospite degli “Incontri d'autunno” del Circolo Aldo Moro, ha affrontato l'argomento “Le Marche in Europa”, tra Macroregione, fondi strutturali e difesa del sistema manifatturiero.

Ad ascoltarlo c'erano sì politici, parlamentari, i vertici regionali, provinciali e comunali del Pd, sindaci, amministratori, rappresentanti degli imprenditori e addetti ai lavori, ma anche tanta gente comune. Molti non sono riusciti ad entrare. “Tutto quello che si è internazionalizzato - ha detto Sassoli - ha resistito alla crisi, ha difeso occupazione, produzione, il know-how delle piccole e medie imprese; tutto quello che, invece, ha lavorato sul mercato interno ha subito i contraccolpi fortissimi della crisi. E allora, dal punto di vista della politica e della politica regionale, abbiamo una grande responsabilità: aiutare le imprese a internazionalizzarsi, tirare fuori il nostro know-how rispetto ai mercati che sono fuori dall'Italia, e certamente quello europeo è il primo cerchio”.

Quindi il tema dei nuovi fondi strutturali: un grande problema italiano secondo Sassoli. “Per usare bene quei fondi dobbiamo concentrarci molto di più sull'Europa e sulle sue opportunità. Sono fondi che non possiamo perdere, e per non perderli dobbiamo avere progetti che siano in grado di attirarli”.

Pienamente concorde Francesco Comi, che ha avuto il compito di introdurre l'iniziativa. Per il segretario regionale del Partito Democratico l'obiettivo è di “utilizzare bene e tutti quei fondi e destinarli, nelle Marche, alla crescita e specialmente all'occupazione”. E sebbene la nostra sia una Regione virtuosa, tuttavia l'impegno delle Regioni italiane spesso lascia a desiderare e non è all'altezza della sfida, così come per quanto riguarda l'altra sfida che è quella dei progetti europei, e cioè aiutare i Comuni, le Amministrazioni, i territori a mettersi in relazione con l'Europa.
“Da questo punto di vista - ha spiegato Sassoli - dobbiamo fare molto di più: non ci sono agenzie che aiutano i Comuni e i territori, e allora abbiamo bisogno di inventarle”.

Ecco perché la Macroregione adriatico-ionica (Eusair), fresca di adozione a Bruxelles, diventa per l'europarlamentare del Pd una enorme opportunità da cogliere, che può essere anche un modello istituzionale per l'Europa: “In fondo gli Stati non reggono più, le Regioni sono troppo piccole e le macroaree sono probabilmente l'orizzonte su cui investire per un'Europa del futuro”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-11-2014 alle 17:55 sul giornale del 24 novembre 2014 - 536 letture

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