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La Bohème di Leo Muscato allo Sferisterio

3' di lettura 31/07/2015 - "Che gelida manina! Se la lasci riscaldar. Cercar che giova? Al buio non si trova. Ma per fortuna è una notte di luna, e qui la luna l’abbiamo vicina". È in una calda notte di luna che Rodolfo e Mimì tornano allo Sferisterio per la Bohème del regista Leo Muscato, vincitrice nel 2013 del prestigioso "Premio della critica musicale Franco Abbiati".

Sono trascorsi tre anni dal debutto a Macerata di questa Bohème sessantottina e sembra che il suo successo sia in continua crescita. Muscato sceglie di ambientare le vicende nei rivoluzionari anni '70 e la scelta non è casuale, tutt'altro... lo scopo infatti è di farci vivere lo stesso salto temporale che Puccini aveva voluto trasmettere a fine '800 collocando i fatti di Bohème nel 1830 a Parigi, in un periodo di fermento intellettuale, gli anni della scapigliatura.

Ogni scena è carica di rimandi agli anni '70, dall'arredamento della soffitta, una sorta di comune in cui vivono i quattro amici bohèmienne (Rodolfo, Marcello, Colline e Schaunard), al Momus, il locale che fa da sfondo alle vicende gioiose del secondo quadro quando Rodolfo presenta Mimì agli amici tra schermaglie amorose e gelosie. Luci che vibrano dal blu elettrico al fucsia, attori in continuo movimento, alberi della cuccagna, paillettes, palloncini multicolore, bambini festanti, costumi da babbo natale e vistose parrucche riccolute, il tutto contornato da complementi di scena rivestiti di una vistosa stampa zebrata... il risultato è un caleidoscopio di luci e colori volutamente caotico che confonde e incanta; per un attimo ci fa vivere l'ebrezza del musical ma è solo un attimo perche con grande maestria Muscato ritorna al registro drammatico, siamo al terzo quadro, i toni cupi della "Fonderie D' Enfer" non fanno presagire nulla di buono,è inverno, è freddo e Rodolfo scopre che Mimì è gravemente malata. Le vicende proseguono allo stesso modo in un crescendo di drammaticità che vede il suo culmine quando Mimì, oramai aggravatasi, viene trasportata sul palco su di un letto d'ospedale, circondata da personale sanitario in divisa; una trasposizione moderna che angoscia proprio per la sua congruenza col presente.

A Leo Muscato va il merito di aver "svecchiato" (per usare un termine molto di moda) un'opera senza snaturarla, senza voler dare a tutti i costi "dimostrazioni di stile", rendendo Bohème fruibile a tutti ma rispettandone la drammaturgia. Agli attori va riconosciuta la notevole capacità di coniugare canto, recitazione e scene che li vedono in continuo movimento. Coinvolgenti e davvero credibili nelle dimostrazioni d'amore Carmela Remigio e Arturo Chacón-Cruz nelle vesti dei due protagonisti, Mimì e Rodolfo, con loro nel cast: Larissa Alice Wissel (Musetta), Damiano Salerno (Marcello), Andrea Porta (Schaunard), Andrea Concetti (Colline), Antonio Stragapede (Benoit), Alessandro Pucci (Parpignol), Giacomo Medici (Alcindoro), Roberto Gattei, Gianni Paci, Giovanni Di Deo. Sul palco anche i vivacissimi bambini del coro Pueri Cantores “D. Zamberletti”, A dirigere l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro Lirico “V. Bellini”, e il complesso di palcoscenico Banda Salvadei è il Maestro David Crescenzi. Bohème sarà di nuovo sul palco dello Sferisterio con due repliche, le sere del 1 e 7 Agosto.


   

da Elena Sagrati







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-07-2015 alle 17:26 sul giornale del 01 agosto 2015 - 778 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, Elena Sagrati

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