Treia: è stata inaugurata la targa intitolata ai caduti sul lavoro

6' di lettura 28/09/2015 - Il Sindaco, Franco Capponi, ha salutato i numerosi presenti, sottolineando la gravità del problema, ricordando i tanti caduti sul lavoro e auspicando un impegno sempre più forte per risolvere questo drammatico problema.

«Buona giornata a tutti!
Porgo il mio saluto ed il benvenuto a
al Presidente provinciale dell’Anmil Silvano MERCURI, al Componente del Comitato Esecutivo Nazionale ANMIL Gabriele BRACHETTA, alla Vice Presidente e Coordinatrice del Gruppo Donne ANMIL Macerata Maria Pia AZZURRO, al Presidente ANMIL Sede Locale Cingoli Pio PALMUCCI, alle forze dell’ordine presenti e a tutti gli intervenuti.
Un ringraziamento speciale va fatto a Luigi VENANZETTI e Franco PAOLUCCI Fiduciari Comunali Anmil di Treia, che hanno lavorato intensamente per la buona riuscita di questo evento.
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro: così recita il primo articolo della nostra Costituzione. Il lavoro, espresso in tutte le sue forme, materiali, intellettuali, artistiche, è uno dei valori fondanti la nostra società.

Con l’avanzare dell’era industriale, agli inizi del ‘900, la questione della sicurezza nel luogo di lavoro ha richiesto sempre più attenzione da parte dello Stato e, nel corso degli anni, è diventato un obiettivo fondamentale del nostro ordinamento a causa della grande rilevanza di eventi dannosi a carico dei lavoratori.
Infatti, nonostante le misure di sicurezza siano sempre più severe, purtroppo il fenomeno degli infortuni sul lavoro, molto spesso mortali, continua a persistere in maniera molto rilevante, comportando un duplice ordine di conseguenze:
- sul piano sociale si tratta di costi molto alti;
- sul piano personale il lavoratore infortunato, e nei casi più tragici, i superstiti, vengono segnati in maniera indelebile da un evento che segna drammaticamente il resto della vita.

La tragedia sul piano umano e gli elevati costi sociali portano ad una seria riflessione: morire o infortunarsi gravemente sul lavoro e per il lavoro non si può e non si deve !
Il rispetto che deve essere garantito per la sicurezza, la libertà e la dignità del lavoratore costituisce la condizione essenziale perché l’attività lavorativa stessa possa iniziare e proseguire.
Come accaduto per l’iniziativa della Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, che si celebra ogni anno il 19 marzo, come stabilito dal Comitato esecutivo dell’ANMIL (fondata nel 1943), nella riunione tenutasi a Firenze il 26 novembre 1950, in cui si deliberò la celebrazione in tutta Italia della “Giornata del Mutilato del Lavoro”, anche per l’evento di oggi desidero rivolgere il vivo apprezzamento per il costante impegno associativo a favore della prevenzione nei luoghi di lavoro, della tutela dei lavoratori infortunati, dell'assistenza delle famiglie delle vittime e della sensibilizzazione dell'opinione pubblica.

I preoccupanti dati diffusi dall'Anmil confermano quanto cruciale sia la questione della prevenzione sul lavoro.
Si è levato naturalmente un indignato "basta", sinceramente condiviso, di fronte a tragedie che, per la loro dimensione, suscitano il clamore dei media e il coinvolgimento dell'opinione pubblica. Ma la realtà quotidiana ci ripropone casi drammatici (persino ripetitivi nella loro dinamica), storie personali e familiari di dolore e sofferenze che la vostra Associazione, insieme a tante altre espressioni del volontariato e delle istituzioni, aiuta ad affrontare con un impegno concreto di solidarietà che è giusto riconoscere e valorizzare.

C'è indubbiamente, anche un problema di risorse: è decisivo qualificare quelle disponibili perché si investa in formazione ed informazione, si persegua con determinazione l'obiettivo dell'abbattimento degli incidenti sul lavoro, si rafforzino le tutele dei lavoratori e si sostengano le famiglie delle vittime sul lavoro.
È doveroso tenere viva l'attenzione al fenomeno, non demordere nell'allarme sulla sua gravità sociale, applicare e migliorare le norme legislative. È, questo, un obiettivo di civiltà, che dobbiamo perseguire in onore al sacrificio dei tanti caduti, mutilati ed invalidi sul lavoro.

Gli incidenti sul lavoro non possono essere considerati degli accessori inevitabili dell’attività produttiva che periodicamente si verificano; vanno invece considerati con grande attenzione, poiché ledono l’integrità fisica o provocano la morte del lavoratore proprio nel momento in cui egli destina le proprie energie fisiche ed intellettuali al compimento di atti utili e necessari per la collettività.
Le cifre allarmanti che ogni anno si registrano per i morti sul lavoro, nonostante la normativa a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro sia sempre più stringente, rappresentano il chiaro segnale di un fallimento, del fallimento di una società che pone troppo spesso il profitto al primo posto e sacrifica altri valori. I dati relativi ai caduti sul lavoro sono cifre da guerra, una guerra combattuta giorno dopo giorno da persone che per portare a casa il pane quotidiano rischiano la vita.
Le morti sui luoghi di lavoro non sempre sono incidenti, non sempre sono fatalità. Troppo spesso dipendono dalla avidità di chi ignora o elude le norme sulla sicurezza e, così facendo, mostra disprezzo per la vita.

L’amministrazione comunale di Treia ha sempre avuto sensibilità verso questo problema, umano e sociale; già nel 1996, precisamente il 16 giugno 1996, ha voluto onorare la memoria dei Caduti sul lavoro con una lapide posta nell’atrio del Palazzo della Città, del Palazzo Comunale.
In questa lapide si legge “La cittadinanza con riconoscenza e a perpetua memoria dei treiesi caduti sul lavoro nel perseguimento del progresso civile”.

Oggi la Città di Treia, alla presenza dei rappresentanti dell’Anmil – Associazione Nazionale Caduti sul lavoro, inaugura la targa posta nel largo antistante Porta Cassara che viene dedicato ed intitolato proprio ai “Caduti sul lavoro”; a tutti quegli uomini e donne che hanno perso il bene più prezioso, la vita, ma anche a coloro che hanno perso la salute e l’integrità fisica (e psichica) proprio in occasione e a causa del lavoro.

Vorrei ringraziare per aver seguito tutta la procedura decisa dalla nostra Giunta Comunale: la Dott.ssa Liliana Palmieri e l’Assessore ai servizi sociali, al lavoro e ai giovani, Alessia Savi, per aver celermente realizzato le volontà del gruppo fiduciario dell’AMNIL di TREIA che da tempo attendevano questo segno di vicinanza.
Nell’esprimere i sensi della più profonda riconoscenza alle vittime del lavoro e grande partecipazione alle famiglie, che troppo spesso non trovano una risposta al dramma, o meglio, che trovano risposta, in alcuni casi, nella superficialità, nella trascuratezza e nella avidità generate dall’obiettivo del profitto ad ogni costo, vorremmo ricordare, UNO AD UNO, tutti coloro che hanno perso la vita lavorando.»








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-09-2015 alle 17:49 sul giornale del 29 settembre 2015 - 509 letture

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