Confartigianato: 'L’artigianato e l’economia “circolare”'

Artigianato 4' di lettura 14/10/2016 - Confartigianato Imprese Macerata ha condotto un approfondimento, soffermandosi in particolare ad analizzare il proprio territorio regionale e provinciale, sulla cosiddetta economia “circolare”.

Quest’ultima è definibile (fonte: Commissione Europea, 2014) come quell’insieme delle tappe rappresentate da “progettazione, produzione e riproduzione, distribuzione, consumo, uso, riutilizzo, riparazione” le quali, partendo dalle materie prime, arrivano alla “raccolta dei rifiuti” i quali, in parte, vengono espulsi dal ciclo descritto come rifiuti residui, mentre l’altra parte, con un procedimento noto come riciclaggio, viene immessa nuovamente nel ciclo produttivo: in altre parole, la logica dell’economia circolare prevede che i prodotti, progettati, realizzati e gestiti in modo da trasformare i rifiuti in risorse, con interventi lungo l’intero ciclo di vita degli stessi (riduzione delle quantità di materie necessarie, allungamento della vita dei prodotti, limitazione nell’uso di materie difficili da riciclare, progettazione ecocompatibile, manutenzione e riparazione, ecc.), mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile minimizzando la produzione di rifiuti e, al termine del ciclo di vita, le risorse restano all’interno del sistema economico venendo trasformate in modo da creare nuovo valore.

Dai dati esaminati si evince innanzitutto che l’artigianato è protagonista assoluto dell’economia circolare: l’analisi della struttura imprenditoriale sulla base della classificazione settoriale che vede la presenza di attività di riparazione, manutenzione, riciclo e recupero mette in evidenza che al I° trimestre 2016 sono 222.956 le imprese artigiane operanti nei settori dell’economia circolare, pari al 16,5% dell’artigianato totale, le quali danno lavoro a 471.505 addetti. L’alta vocazione artigiana di tal tipo di economia è dimostrata dal fatto che i tre quarti (75,2%) delle 296.449 imprese nei settori in esame appartengono all’artigianato: le Marche, con 6.855 imprese artigiane su 8.302 totali, fanno registrare una percentuale pari all’ 82,6% (3° posto tra le regioni italiane); tra le province spicca il dato di Macerata che, con l’86,0% (1.527 imprese artigiane su 1.776 totali), si colloca al 9° posto tra le province d’Italia.

Tra le attività economiche in cui è più rilevante il peso dell’artigianato dell’economia circolare, limitando l’osservazione a quei settori rappresentati da almeno 5.000 imprese, evidenziamo, nell’ordine, la fabbricazione e riparazione di protesi dentarie (artigianato al 92,6%), la riparazione di impianti elettrici e di alimentazione per autoveicoli (87,6%), la riparazione di carrozzerie di autoveicoli (80,8%), l’installazione, manutenzione e riparazione di impianti idraulici, riscaldamento e condizionamento aria (80,4%), la riparazione e sostituzione di pneumatici per autoveicoli (76,1%), l’installazione, manutenzione, riparazione impianti elettrici (69,9%), la riparazione di computer e periferiche (66,1%).

L’Italia, grazie all’impegno delle imprese nella razionalizzazione e miglior allocazione delle risorse, evidenzia una migliore performance nella generazione di rifiuti di imprese e famiglie: nel confronto con i principali Paesi europei, infatti, l’Italia si posiziona al penultimo posto per quantità di rifiuti pro capite con 2.734 Kg/abitante, il 45,1% in meno dei 4.982 Kg/abitante registrati quale media europea.
Dall’analisi si evince poi che, grazie soprattutto all’apporto delle imprese artigiane nell’ambito dell’economia circolare, migliora notevolmente l’ambiente: negli ultimi dieci anni il rapporto tra energia consumata e valore aggiunto prodotto dalle imprese si è ridotto, in Italia, del 18,8%; analoghi risultati si evidenziano dal lato delle emissioni da parte del sistema produttivo: tali emissioni (anidride carbonica, protossido di azoto, metano) risultano, in Italia, inferiori del 22,2% a quelle della media europea (Italia al 5° posto tra i Paesi virtuosi dell’UE a 28).

"Da questi dati – commenta Renzo Leonori, Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata – emerge chiaramente che le piccole e medie imprese, tra le quali un ruolo preminente lo gioca l’artigianato, oltre ad essere il motore trainante dell’economia nazionale sono anche quelle che, contrariamente a quello che è il “comune pensiero”, inquinano di meno e rispettano maggiormente l’ambiente. Oggi più di un’impresa artigiana con dipendenti su quattro (26,4%) effettua investimenti in prodotti e tecnologie “green” ed il dato è soprattutto significativo nel nostro territorio: le Marche, con il 27,1% (3.482 imprese green nel manifatturiero e nei servizi) , sono al 1° posto tra le regioni, mentre Macerata, con il 27,5% (sono 795 le imprese artigiane green nel manifatturiero e nei servizi), occupa un brillantissimo 4° posto nella graduatorie per province".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2016 alle 15:39 sul giornale del 15 ottobre 2016 - 242 letture

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