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Utilizzano i permessi per l'assistenza ai disabili per vacanze ed attività politica, denunciati 3 insegnanti

Guardia di finanza 2' di lettura 18/10/2016 - Usufruiscono dei permessi e dei congedi straordinari, garantiti dalla legge 104 per l’assistenza ai disabili, per recarsi in realtà in vacanza o per svolgere la propria attività politica. Denunciati una dirigente scolastica e due docenti in servizio presso gli istituti scolastici di media superiore della provincia di Macerata.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Macerata, che hanno denunciato i tre insegnanti (dei quali una dirigente scolastica ed un consigliere regionale) per il reato di truffa continuata aggravata in danno allo Stato, a seguito delle notizie che circolavano sull’abuso dei benefici per l’assistenza ai congiunti disabili, soprattutto nel settore pubblico, hanno avviato indagini specifiche.

Nel corso degli approfondimenti, coordinati dal Procuratore Giovanni Giorgio, hanno accertato che tutti e tre, recentemente, hanno utilizzato i permessi ed i congedi straordinari, richiesti e concessi per assistere i loro genitori disabili, per recarsi in realtà in località turistiche (la dirigente scolastica, tra l’altro, si sarebbe recata anche in resort marini del sud Italia ed uno dei docenti, reiteratamente a Cuba) o, nel caso dell’altro docente, attualmente in aspettativa ricoprendo la carica di consigliere regionale, in consessi elettorali (riferiti alla propria campagna elettorale, in vista delle consultazioni regionali, svoltesi nel 2015).

Pertanto, al termine delle attività di riscontro testimoniali e documentali, mediante anche l’acquisizione della copia dei biglietti aerei utilizzati per gli spostamenti e degli attestati rilasciati dai vari alberghi delle località turistiche, dalle quali sono risultate 151 le giornate di permesso e congedo, richieste all’ufficio scolastico per l’assistenza ai familiari disabili, che i tre hanno indebitamente utilizzato, i 3 insegnanti sono stati denunciati.

Le somme corrispondenti alle indennità percepite per le giornate di indebita assenza, che sono interamente coperte da denaro pubblico perché pagate dall’Inps, pari complessivamente ad oltre 10.000 euro, sono state sequestrate preventivamente per la possibile confisca, in caso di condanna.






Questo è un articolo pubblicato il 18-10-2016 alle 12:11 sul giornale del 19 ottobre 2016 - 335 letture

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