Dopo il centro massaggi hard di Montemarciano, chiusi altri due centri a Macerata

07/12/2018 - La Squadra Mobile di Ancona ha concluso un’attività investigativa coordinata dalle Procure della Repubblica di Ancona e di Macerata che ha avuto come epilogo, oltre alla denuncia di due donne di origini cinesi e il conseguente sequestro e chiusura del centro massaggi di Montemarciano, avvenuto la scorsa estate, anche la denuncia di altre tre donne, sempre cinesi, responsabili di aver diretto altri due centri massaggi a Macerata.

I centro infatti sono risultati essere in realtà case di prostituzione, in quanto al loro interno, a seguito di perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica di Macerata, sono stati rinvenuti abiti succinti e materiali da utilizzare per prestazioni sessuali. Nei confronti di cinque cittadine cinesi, residenti tra Montemarciano e Macerata, sono stati notificati due a Montemarciano e tre a Macerata avvisi di conclusione delle indagini. La vicenda è collegata alla chiusura del primo Centro Massaggi cinesi (riguardante la prima tranche dell’indagine), situato a Montemarciano, avvenuta la scorsa estate.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, si era occupata del coordinamento del secondo filone di inchiesta riguardante altri due centri massaggi situati rispettivamente a Porto Potenza Picena e a Corridonia, collegati al primo centro massaggi di Marina di Montemarciano già posto sotto sequestro dai Poliziotti della Squadra Mobile di Ancona su disposizione della Procura dorica. Le attività investigative sul territorio di Macerata, culminavano con due perquisizioni eseguite dagli investigatori delle Squadre Mobili di Ancona collaborati dalla Mobile di Macerata e dal Commissariato di Civitanova Marche. Nei centri massaggi di Corridonia e Porto Potenza, sottoposti a perquisizioni, si accertava trattarsi, in realtà, di “case di prostituzione”.

Le tre persone indagate per la vicenda maceratese hanno ora 20 giorni di tempo per produrre documentazione e memorie difensive. Nel corso delle predette attività investigative, comprensive di intercettazioni telefoniche ed ambientali, avviate a seguito della denuncia sporta da una donna sfruttata, era emerso un giro di prostituzione condotto all’interno dei centri massaggi da parte di giovani e avvenenti cittadine cinesi che, anziché massaggi curativi, si prodigavano a soddisfare le più svariate e bizzarre richieste dei numerosi clienti frequentatori, anche facendo uso di oggettistica eloquente e inequivocabile.







Questo è un articolo pubblicato il 07-12-2018 alle 17:38 sul giornale del 08 dicembre 2018 - 245 letture

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