Raid vandalici con pistola a Porta Montana: dopo 40 anni testimone confessa

1' di lettura 16/09/2019 - Già dagli anni 70, un gruppo di vandali, composto per di più da giovinastri trentenni della sinistra antagonista e sociale, anarchici,e poliziotti della questura di Macerata, passavano nel sottopassaggio e ritualmente,rompevano uno alla volta, vetro e neon di qualche luce.

Spesso e volentieri, (per non dire quasi sempre), sparavano con le pistole di ordinanza, fuori servizio. Io sono stato diretto protagonista di questi fatti, nonostante fossi piccolo, in quanto prendevo parte ai raid vandalici, anche solo unendomi al gruppo.

Tra il 1979 e il 1986, andavo a scuola nell'antistante Convinto Nazionale e durante la attesa di uscita dei più grandi, entravo nel sottopassaggio in compagnia e prendevo parte insieme ai vandali alla frantumazione dei vetri, assistendo e in qualche caso anche tirando il bastone. Ricordo come fosse ieri che il giorno di martedì grasso del carnevale del 1981, rompevamo il vetro della luce centrale del lato sinistro con una clava di gomma, e poi la lampada a neon. Per anni i raid sono andati avanti.

Ora chiedo a quegli allora ragazzi se ci sono se possiamo rincontrarci dopo tanti anni,per chiederci cosa c'era di così divertente nel devastare il sottopassaggio con atti di vandalismo,sfregi sui muri e danneggiamenti vari compresa la vicina cabina telefonica. Capitava che quello armato, nel sottopassaggio, sparasse sui neon, ma avevo paura della eventualità del rimbalzo del proiettile vagante. Partecipavo passivamente,solo qualche volta ho colpito il vetro lanciandovi contro il bastone di carnevale pieno di sassi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2019 alle 15:05 sul giornale del 17 settembre 2019 - 357 letture

In questo articolo si parla di cronaca, macerata, vandali, Pietro Zannoni, testimone, raid, confessione, porta montana

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