Tolentino: al Don Bosco grandi spettacoli con 'Teatro Totò' e Cesare Bocci

2' di lettura 19/11/2019 - Dopo il successo delle tre commedie dialettali, sabato 23 novembre (ore 21.15) al Teatro ‘Don Bosco’ (botteghino aperto mercoledì, venerdì dalle ore 18.00 alle ore 20.00 e nei giorni dello spettacolo ) di Tolentino c’è il quarto appuntamento del ‘Gran Galà del Dialetto’, la rassegna del teatro dialettale, organizzata con la UILT (Unione Italiana Libero Teatro), che presenta la commedia dialettale di Aldo Pisani, scritta dallo stesso e portata in scena dal ‘Teatro Totò’ di Pollenza, ‘Ogghì a me… doma’ pure’.

La vicenda narra di Franco, dipendente presso la ditta del futuro suocero, lavoratore attento, integerrimo e scrupoloso, ma con una grande passione: il calcio! Quando un giorno si troverà a scegliere tra il dovere e la sua passione, senza dubbio sceglierà quest’ultima. Una decisione che finirà per travolgere e sconvolgere la sua vita lavorativa ed affettiva, fino a quando interverrà un imprevisto, un colpo di scena…

La commedia si sviluppa attorno al tema del contrasto tra l’onestà di pochi (forse di nessuno) e l’avidità di molti (forse di tutti). L’intera vicenda è un susseguirsi di situazioni comiche che regalano allo spettatore una risata dietro l’altra, ma, come si sa, ridere è una cosa seria. La commedia si sviluppa in due tempi e vede impegnati sul palco Marco Scarponi, Nora Crocetti, Paolo Carassai, Paolo Moretti, Aldo Pisani, Antonella Menichelli, Cristiana Principi.

Intanto cresce l’attesa per lo spettacolo ‘Pesce d’aprile’, che sarà in programma sabato 30 novembre (ore 21.30) e domenica 1 dicembre (ore 17.00), interpretato da Cesare Bocci e Tiziana Foschi, con la charity partner dell’Anfass, che è il racconto di un grande amore di coppia, che la malattia ha reso ancora più grande. Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico, scritto da Daniela Spada e Cesare, ‘Pesce d’Aprile’ ha venduto più di 20.000 copie. Da qui l’esperienza si fa spettacolo: un testo vero, lucido, ironico e commovente, che racconta come anche una brutta malattia può diventare un atto d’amore. Cesare e Daniela, come Cesare Bocci e la sua compagna nella vita reale, metteranno a nudo, d’improvviso, tutta la loro fragilità, dimostrando quanto, come per il cristallo, essa si possa trasformare in pregio, grazie ad un pizzico di incoscienza, tanto amore e tantissima voglia di vivere.

Da Manolo Limoni, organizzatore








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-11-2019 alle 15:25 sul giornale del 20 novembre 2019 - 397 letture

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