Bit: Beniamino Gigli una voce nel mondo e Mario Giacomelli, a vent’anni dalla scomparsa

2' di lettura 11/02/2020 - Dopo le celebrazioni del Bicentenario de "L'Infinito" di Giacomo Leopardi, che continueranno anche nel 2020 con eventi nazionali e internazionali curati dal Comitato Nazionale, Recanati si appresta a celebrare anche l'altro figlio illustre, Beniamino Gigli.

E’ stato presentato oggi nella terza giornata ed ultima giornata della Bit , presso lo stand della Regione Marche, il progetto del Comune di Recanati che vuole ricordare il grande tenore al punto di farne un brand identitario del territorio. A 130 anni dalla sua nascita e 100 dal debutto al Metropolitan Opera di New York, Recanati vuole ricordare il grande Tenore con l'apertura in primavera del "Museo della Musica" e con progetti di respiro internazionale sulla lirica e il bel canto. Il nuovo spazio museale, realizzato grazie ai finanziamenti della Regione Marche e l'art bonus dei privati, sospeso tra tradizione e innovazione, sarà un omaggio alla voce del grande Tenore ma anche alle realtà musicali d'eccellenza del territorio e alle nostre imprese del suono. Recanati, Città della Cultura, offrirà nel 2020 una perfetta combinazione di poesia e musica con Leopardi e Gigli senza dimenticare i capolavori del genio del cinquecento Lorenzo Lotto.

Da Senigallia, città stellata con ben due ristoranti – Uliassi e La Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni – e Città della fotografia arriva invece la mostra - dal 20 febbraio al 5 luglio 2020- Sguardi di Novecento: Giacomelli e il suo tempo, in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa di Mario Giacomelli Sarà suddivisa in due sezioni: Palazzo del Duca ospiterà venti fotografie di Giacomelli che verranno poste a confronto con circa novanta scatti di grandi fotografi della metà del Novecento, mentre a Palazzetto Baviera si terrà Sguardi di Novecento a Senigallia. Sguardi di Novecento, riunisce i grandi maestri della fotografia del Novecento, come Robert Doisneau, Gianni Berengo Gardin, Brassaï, Henri Cartier-Bresson, Kikuji Kawada, Jacques Henri Lartigue, Herbert List, Nino Migliori, Paolo Monti, Leo Matiz, Ara Güler, e ponendoli in dialogo con il fotografo senigalliese, s’ispira alla grande mostra che si tenne al MoMa di New York nel 1964 dal titolo The Photographer’s Eye, considerata il primo vero riconoscimento internazionale dell’artista.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2020 alle 14:56 sul giornale del 12 febbraio 2020 - 170 letture

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