Cultura: “Se il gioco fosse poesia” il nuovo libro di Marco Strappini

3' di lettura 20/07/2020 - Lo splendido spazio all’aperto del Ristorante La Maddalena di Filottrano ha tenuto a battesimo il nuovo libro di Marco Strappini, “Se il gioco fosse poesia”, venti scritti o poesie, se vogliamo, non necessariamente legate a rime o metriche.

Una carrellata di personaggi o fatti di sport, che hanno indiscutibilmente legato il loro tempo o il nostro tempo, destinati a lasciare un segno indelebile e non sempre solo per eventi agonistici, ma anche al di fuori, ove hanno rappresentato la società del momento, contestandone brutture e pregiudizi: l’esempio più eclatante, tra i tanti, Cassius Clay, poi Muhammad Alì, il campione per eccellenza.

La magia di una serata, patrocinata dalla locale Pro Loco, che ha avuto la meglio sulle ire di “Giove Pluvio” che ha lasciato spazio a un cielo pieno di stelle, esorcizzando, per chi ci crede, perfino gli effetti del venerdì 17.

«Perché considerare le gesta di un atleta solo sport?», esordisce Strappini nella premessa iniziale del libro; una riflessione profonda e per niente scontata, ma un pensiero necessario, fondamentale per chi avrà la possibilità, anzi, la fortuna di leggere il libro, edito dalla casa editrice Affinità elettive di Ancona.

Una serata molto emozionante, nel corso della quale, grazie all’esecuzione di brani musicali scelti sapientemente, eseguiti dai ragazzi di The Band, letture del poeta Marco Sanseverinati e di Leonardo Graciotti, i presenti hanno avuto la possibilità di rivivere al rallentatore storie che non andrebbero dimenticate, bensì tramandate.

Emozioni a non finire, soprattutto nella parte centrale della serata, nella quale l’autore ha dedicato un pensiero personale al compianto Michele Scarponi, con la lettura di un brano di uno degli articoli che scrisse all’epoca delle sue gesta sportive, per la nostra testata “Vivere Jesi”.

Filottrano ha risposto alla grande, in tanti hanno affollato il cortile, apprezzando ogni parola e ogni suono.

«Una serata speciale nella quale si è parlato di sport – sono state le prime impressioni di Marco Strappini - siamo entrati nelle sue storie, da Bartali al grande Torino, da Roberto Baggio a Bebe Vio, perché ci sono persone e storie che vanno al di là dell’aspetto sportivo. È giusto e necessario raccontarle e tenerle vive, perché sono un esempio per vivere meglio. Semplicemente. Certe storie sono una scintilla, che possono accendere curiosità».

Tra i vari messaggi, durante la presentazione, uno importante rivolto ai giovani, perché, in questo mondo, in cui, distratti dai social o dai telefonini, vedono scorrere velocemente la vita e i fatti e nulla rimane, riescano a trovare dei simboli, degli esempi forti dallo sport, che non siano solo quelli di uno sfrenato professionismo, ma vadano ben oltre.

Un richiamo alla nostra responsabilità di adulti, che si percepisce dalla citazione dell’autore, nella quarta di copertina:

«Bisogna moltiplicarli quei girasoli, annaffiarli, ognuno come vuole… io con le parole».








Questo è un articolo pubblicato il 20-07-2020 alle 07:09 sul giornale del 21 luglio 2020 - 660 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, giancarlo esposto

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bq4d