Yoga a Macerata: "In tanti si sono avvicinati dopo il lockdown"

3' di lettura 29/08/2020 - “Yoga, dal sanscrito, significa comprendere, accogliere ogni manifestazione della vita. Lo scopo della disciplina è quello di armonizzare corpo e mente dell'individuo e le relazioni all'interno della società. E’ una pratica oggi molto diffusa, ma la cui associazione con altri sistemi, come quello della risata o del pilates, non fa parte della tradizione di questa tecnica”.

Si svolgerà all'interno del programma Macerata d'estate rispettando le norme anti-Covid, i prossimi venerdì 4 e sabato 5 settembre presso la palestra di via Croce, un workshop dedicato alla scoperta di yoga e tantra, millenarie discipline orientali oggi molto diffuse anche in occidente. A presiedere gli incontri saranno Irene Pagnanelli, psicoterapeuta, e Stefano Sattwa Pagnanelli, fisioterapista, entrambi insegnanti di yoga.

L'incontro di venerdì alle 18 avrà un carattere prettamente teorico e servirà ad illustrare le caratteristiche delle due discipline mentre sabato 5, dalle 9 alle 12, sarà la volta del laboratorio esperienziale. “Yoga e tantra sono due tradizioni millenarie – spiega Stefano Sattwa Pagnanelli - legate fra loro da una continuità. Lo yoga è un'emanazione del tantra, che ne è un po’il padre. Sono discipline, entrambe, che mirano all’esplorazione della vita e del cosmo, con il fine di migliorare l'esistenza attraverso la conoscenza di ciò che ci è intorno e del nostro corpo. Attraverso la pratica, si impara ad espandere ciò che si è, i confini della nostra mente, spasso ingabbiata da nodi mentali e pensieri ricorrenti”.

“Quando ho iniziato la pratica dello yoga, a 14 anni, fra il ‘68 e il ‘70 – prosegue Pagnanelli – in occidente si aveva poca conoscenza dello yoga. L’aumento della consapevolezza di cosa questa disciplina effettivamente sia è stato notevole ma, a fronte di questo, c’è stata una sorta di commercializzazione dello yoga, che ora viene spesso associato a discipline come il pilates o la risata, con cui la tradizione indiana originale ha in comune poco o nulla. Ovviamente osservare la tradizione non vuol dire prendere alla lettera ciò che queste discipline erano in origine, migliaia di anni fa. La tradizione va associata alla modernità e al suo linguaggio”.

“Lo yoga, pur non potendo né volendo sostituire la medicina ufficiale, costituisce un ottimo sistema di prevenzione salutare – dice Pagnanelli a proposito dell’integrazione della pratica in ambito medico - è associabile a qualsiasi terapia. Espandendo il respiro, ad esempio, si aumentano l'ossigenazione e le energie, oltre che stimolare le difese immunitarie. Durante e dopo il periodo del lockdown molte persone si sono avvicinate a questa pratica, probabilmente proprio per le sue potenzialità terapeutiche su problemi come lo stress o il mal di testa. Le tecniche utilizzate – racconta – si basano su posizioni corporee, dinamiche o statiche. Ce ne sono varie. Asana, pranayama, yoga nidra e dhyana sono le principali. Trattano rispettivamente la conoscenza del proprio corpo attraverso le sensazioni, l'espansione del respiro, il rilassamento e la meditazione. La miglior maniera che consiglio per approcciare queste discipline – chiude Pagnanelli – è la pratica. I libri possono aiutare, ma non sono sufficienti. Pur se l'esperienza nella sua totalità richiede un percorso di molti anni, gli effetti benefici sono visibili fin dalla prima prova”.


di Lorenzo Fava
redazione@viveremacerata.it





Questo è un articolo pubblicato il 29-08-2020 alle 17:12 sul giornale del 31 agosto 2020 - 274 letture

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