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Comunali, Moretti: "Vogliamo persone che conosciamo ma che sappiamo a priori essere poco interessate alla politica?"

4' di lettura 01/09/2020 - Alle prossime elezioni comunali si presentano 552 candidati consiglieri. E io sono uno di questi.

Numeri importanti. Perché vuol dire che ci sono 552 persone di Macerata disposte a impegnarsi concretamente per i problemi della città. Se avessimo gli stessi votanti del 2020, poco più di 21.000, ci sarebbe un candidato ogni 38 votanti.

Destano spesso scalpore notizie di candidati che, una volta eletti, fanno il record di assenze in comune. Se si sfogliano i quotidiani o si prendono i dati dei Comuni, delle Regioni, del Parlamento nazionale ed europeo, si vedrà facilmente che il fenomeno è abbastanza diffuso. Viene naturale chiedersi: perché un candidato non interessato a fare realmente politica è stato votato? Nel caso di elezioni dove non si possono scegliere le persone, ahinoi, abbiamo poco da fare. Il problema è ben più complesso e, come semplici cittadini, non abbiamo potere in cabina elettorale. Ma fortunatamente abbiamo ancora elezioni, come le prossime comunali, dove siamo chiamati a scegliere direttamente le persone.

E allora è nostro dovere chiederci: chi vogliamo davvero far sedere in consiglio comunale? Vogliamo persone che conosciamo ma che sappiamo a priori essere poco interessate alla politica? Il fatto che siano nostri amici, parenti o conoscenti o professionisti con cui collaboriamo non vuol dire automaticamente che abbiano idee innovative, né il coraggio e la forza di portarle avanti. Certo, dandogli il nostro voto facciamo loro un favore. Sembra brutto non farglielo, vero? Ma pensiamoci un attimo: alla città serve questo favore? O forse servono soprattutto consiglieri che ci rappresentino davvero, che portino avanti idee e progetti per mettere al centro il bene comune?

Come votanti abbiamo l’occasione di scegliere dei candidati che credono davvero in ciò che dicono, che credono nella politica, che la reputano una cosa seria, forse addirittura la più seria. Quelli che nella loro vita privata provano per primi a fare ciò che farebbero in comune. Quelli che credono che il cambiamento parta dall’impegno quotidiano e concreto. Conosciuti o meno, politici o esponenti della società civile, giovani o meno giovani. Sono quelli che provano a parlare di contenuti, di idee, di problemi, di sfide, di opportunità. E allora si apre, per chi va a votare, una grande occasione. Quella di non disperdere il proprio voto, facendo un favore a un candidato, amico, parente o conoscente, che sappiamo già essere poco interessato a fare realmente politica attiva. Persone che senz’altro avranno talenti, inclinazioni, passioni importanti: ma occuparsi in prima persona della Cosa Pubblica non è tra questi.

Cosa accadrà se, invece, regaliamo il voto come se non fosse importante, come se non fosse qualcosa di determinante per la vita nostra e dei nostri figli, per il futuro di tutta la nostra città? Niente di grave, tranquilli. Semplicemente continueremo a lamentarci della politica poiché è distante dai cittadini e dai problemi che loro devono affrontare quotidianamente: il lavoro che non si trova o è in nero o è sottopagato o non è sicuro; non poter mettere su famiglia; non avere una vita sana; non potersi occupare serenamente di ciò che ci sta a cuore. Continueremo a considerare la politica come il luogo per antonomasia di fannulloni, di privilegiati, di raccomandati, addirittura di corrotti nei casi più gravi. Il luogo degli “inciuci”. Peccato, però, che questi individui siano spesso stati eletti - scelti, uno a uno, personalmente, volontariamente, consapevolmente, fra 552 - proprio da noi.

Ma, signore e signori, la buona notizia c’è, ed è che siamo in democrazia. E le elezioni, specialmente quelle dove ancora possiamo scegliere davvero le persone, rappresentano il trionfo della democrazia. Adesso tocca a noi; è qui, nella cabina elettorale, che esercitiamo il nostro straordinario potere. La speciale matita che usiamo per votare è la nostra bacchetta magica, la nostra arma segreta. Sta a noi scegliere quei candidati che sono pronti a impegnarsi realmente, a metterci testa e cuore, passione e inventiva, a studiare, a capire, ad ascoltare, a collaborare. A esserci. Perché il loro obiettivo non è “la poltrona”. Anzi, non parlerei neanche di obiettivo, perché in questo caso si tratta di una vera e propria missione. E la missione di queste persone, che non sono poche, è solo una: rendere Macerata, una volta conclusa la campagna elettorale, un posto davvero migliore. Per ognuno di noi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-09-2020 alle 10:49 sul giornale del 02 settembre 2020 - 334 letture

In questo articolo si parla di politica, macerata, comunicato stampa

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