Civitanova: No alle chiusure alle 18, ristoratori e baristi scendono in piazza: "E' il colpo di grazia per noi"

3' di lettura 26/10/2020 - Ora basta. Va bene tutto pur di lavorare: capienze ridotte, mascherine, distanziamento, orari compressi. Ma togliere tout court la possibilità di aprire a cena o per l’aperitivo rischia di essere una botta da ko per moltissime attività della ristorazione cittadina.

Licio Cesetti, volto noto in città in molteplici vesti (titolare dello storico negozio di musica in corso Umberto I “Disco Story”, poi anima della movida della riviera con il suo marchio Movimenti Notturni), ha deciso allora di farsi portavoce del malcontento ed è tra i promotori della manifestazione, in progamma martedì alle 18.30 in piazza XX Settembre, per far sentire alla politica il grido di dolore contro l’ultimo dpcm che impone a ristoranti, pub, bar e gelaterie di abbassare la serranda a partire dalle 18.

«Tanti amici, ristoratori ma non solo, nelle ultime 24 ore mi hanno contattato, è stato un tam tam continuo – sottolinea Cesetti – e molti di loro mi hanno chiesto di farmi portavoce del loro malcontento essendo io comunque una persona piuttosto conosciuta in città e nella zona per le attività che ho portato avanti nel corso degli anni. Così abbiamo avuto l’idea di scendere in piazza per manifestare il nostro disagio, ovviamente in maniera pacifica, non vogliamo certo creare caos e disagi come successo in altre città e su questo punto sono stato molto chiaro con tutti: niente disordini, niente politica, vogliamo che chi governa possa sentire la nostra voce. Devono farci lavorare, non chiediamo altro».

La manifestazione sta prendendo forma in queste ore (è previsto in un incontro in giornata tra diversi ristoratori per mettere a punto i dettagli) e anche il gruppo, nato sotto il nome “Ristoranti uniti”, non è una vera e propria associazione ma più che altro una sorta di comitato spontaneo nato in 24 ore. «Ci ritroveremo in piazza, davanti al municipio, perché è il simbolo della città, non perché additiamo il Comune o la Regione delle responsabilità di questa situazione – precisa Cesetti – e siamo aperti non solo al mondo della ristorazione ma anche, ad esempio, al mondo dello spettacolo e alle palestre, diversi di questi mi hanno contattato e vorrebbero esserci martedì. Ci sono locali che aprono solo a cena e che quindi di fatto con questo decreto sono costretti a chiudere del tutto. Sarà il colpo di grazia per tanti».

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Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2020 alle 10:21 sul giornale del 27 ottobre 2020 - 543 letture

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