Macerata non sarà più "Città della pace", Sciapichetti: "Parcaroli ci ripensi"

Sciapichetti 3' di lettura 24/01/2021 - Egregio Signor Sindaco, le scrivo come semplice cittadino che ha fondato, dopo l’attentato alle torri gemelle del 2001, il gruppo Pax Christi di Macerata di Don Tonino Bello e ha ospitato negli anni con il Circolo Aldo Moro, diversi incontri con Mons. Luigi Bettazzi vero profeta sul tema della Pace e ha promosso insieme ad altre associazioni cittadine la scuola di pace che ha operato in Città per tanti anni.

Ho letto dalle cronache che nei giorni scorsi, con una delibera di Giunta, ha deciso di uscire dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace motivando la sua decisione con il fatto che a seguito della grave crisi economica e dell’emergenza Covid è necessario procedere alla riduzione della spesa pubblica del Comune e quindi ritiene necessario tagliare le 600 euro che servivano annualmente per l’adesione al Coordinamento degli enti locali per la pace. Se pur condivisibile la necessità di procedere al taglio delle spese cosiddette improduttive della pubblica amministrazione, non posso credere che lei pensi di poter dare un segnale in questa direzione, partendo dal taglio di 600 (seicento) euro da un bilancio comunale di oltre 100 milioni. E solo per questo scopo.

Quindi, non può essere questa la vera motivazione. In diverse occasioni Lei ha affermato giustamente di voler essere il Sindaco di tutti, anche di chi, come il sottoscritto, non l’ha votato; vorrei capire pertanto, dal mio Sindaco, quali sono le vere motivazioni che l’hanno spinto a prendere una decisione di questo genere. Ho immaginato che fossero motivazioni politiche; sono andato a vedere quali città potessero fregiarsi del titolo di “Città della pace” come Macerata e con mia enorme sorpresa ho scoperto che sono centinaia i comuni di ogni regione e di ogni schieramento politico che aderiscono al coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace dal quale Lei ha deciso di uscire. Quindi non sono motivazioni politiche.

Non possono essere certamente motivi dettati da quella fede religiosa che sia io che Lei signor Sindaco, abbiamo ricevuto in dono perché già nel 1920 Papa Benedetto XV promulgò la prima Enciclica sulla pace “La Pacem Dei Munus Pulcherrimum”, poi nel 1963 Papa Giovann XXIII con la “Pacem in Terris”, Paolo VI nel 1967 con la “Populorum Progressio”, Giovanni Paolo II con la “Sollecitudo Rei Socialis” trattarono con proprie Encicliche il tema della pace; lei sa meglio di me che Papa Francesco fa appelli quasi quotidiani volti in tal senso.

Non possono essere certamente motivi di ordine educativo perché credo sia dovere prioritario per tutti noi inculcare ai giovani, anche con semplici atti simbolici, una cultura della pace, del dialogo, del rispetto, dello sviluppo, della cooperazione e della solidarietà internazionale tra i popoli per combattere lo sfruttamento, la miseria e le guerre che stanno insanguinando il mondo nel quale viviamo.

Lei più volte Signor Sindaco, ha detto di voler promuovere iniziative che facciano conoscere in Europa e nel mondo la nostra città, bene: quale miglior biglietto da visità per quella Civitas Mariae che noi tutti amiamo quello di poter continuare a definirsi “Città della Pace”? La prego quindi, faccia conoscere quali sono i veri motivi che lo hanno spinto a prendere una decisione di questo genere che ferisce la sensibilità di molti maceratesi che Lei rappresenta e se può, ritorni sulla sua decisione. Gliene saremmo grati! La pace si costruisce giorno dopo giorno anche con gesti umili, semplici e concreti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2021 alle 21:56 sul giornale del 25 gennaio 2021 - 125 letture

In questo articolo si parla di politica, partito democratico, Angelo Sciapichetti, comunicato stampa

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