Antenna per il 5G a Sforzacosta? Gli ecologisti: "Sospendere ogni autorizzazione e richiedere garanzie certe"

3' di lettura 02/02/2021 - A Macerata un’amministrazione di centrodestra, simile se non uguale a quella di centrosinistra.

Ci si è vantati di essere il “Cambiamento”, ma quando il cambiamento è seguire le politiche delle lobby, le direttive europee e del governo giallo-rosso, più che cambiamento è un vero servire gli interessi delle Multinazionali del web e della globalizzazione. La richiesta di installare una nuova antenna 5G a Sforzacosta, frazione di Macerata, da parte della multinazionale ILIAD ci trova nettamente contrari. Contrari perché il 5G è una nuova tecnologia di rete che si prepara a superare l’attuale 4G LTE ed è in fase di sperimentale. Non si tratta della semplice evoluzione dell’attuale rete 4G, perché ha caratteristiche tecniche completamente diverse, si tratta di un modo diverso di gestire le comunicazioni e la copertura, con frequenze, antenne e tecniche di trasmissione differenti rispetto al passato.

La prospettiva più accreditata ipotizza una velocità 10 volte più elevate al 4G, per non perdere il segnale, dovranno essere istallate più antenne, le antenne saranno più vicine e dovranno coprire più celle, cioè porzioni di territorio. Quando parliamo di antenne, non bisogna pensare solo al classico enorme traliccio, ma a tutti i dispositivi simili a delle scatole di dimensioni ridotte, che verranno applicati ad esempio sui lampioni, palazzi e semafori. La loro moltiplicazione sarà necessaria perché le onde 5G viaggiano a frequenze molto elevate, sono più fragili e hanno una minore capacità di diffondersi attraverso l’aria, superando ostacoli quale la vegetazione e gli edifici.

I campi elettromagnetici aumentano la possibilità che insorga il cancro? Non ci sono attualmente prove scientifiche sufficienti a sostenere un rapporto diretto di causa, ma la comunità scientifica concorda sul fatto che sono necessari ulteriori studi. Visto il “Principio di Precauzione” stabilito alla conferenza di Rio de Janeiro (93/626/CEE) legge Europea, che stabilisce che finché non si ha la certezza che qualcosa sia sicuro, non va fatto, si deve evitare, aspettando dati sicuri. La quale è anche una norma di "buon senso”. Non si può sperimentare sulla pelle dei cittadini.

Già nel passato gli esperti parlavano di prodotti di qualità, che non avevano controindicazioni, è già avvenuto con l’amianto, la triste esperienza del cemento Eternit, ci si è fidati, la gente che si opponeva o sollevava dubbi, veniva descritta complottista, di generare allarmismi e contro il progresso. Ma sappiamo “purtroppo” come è finita: malati e morti da amianto. Riteniamo come Fronte Verde Ecologisti Confederati di sospendere ogni autorizzazione e di richiedere garanzie certe sulla sicurezza e non nocività delle onde elettromagnetiche e applicare il “Principio di Precauzione”, aspettando dati certi.

Si è ancora sotto choc da una pandemia dovuta al Covid-19 che non si conosce, non ci sembra opportuno dare un assenso allo sperimentare il 5G. La politica rappresenta i cittadini, deve essere sicura e avere dati certi prima di mettere i cittadini sotto sperimentazioni.


da Fronte Verde Ecologisti Confederati
Macerata





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2021 alle 22:18 sul giornale del 03 febbraio 2021 - 152 letture

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