Tiziana Ferretti al timone del comitato maceratese del volley: "Ci prepariamo per la ripartenza"

6' di lettura 28/02/2021 - Staffetta tutta targata Cus Camerino ai vertici del Comitato Territoriale di Macerata del Volley, la sezione più rappresentata ai massimi livelli dall’affiliazione della Lube Volley Civitanova.

Nel corso del rinnovo del consiglio l’ascolana (camerte d’adozione) Tiziana Ferretti è stata eletta con ampio consenso come Presidente e succede all’infaticabile e intramontabile Roberto Cambriani (segretario del Cus Camerino) che ha guidato il volley maceratese per ben 16 anni.

Nel nuovo consiglio ci sono anche Enrico Marcantoni (docente di Unicam) come consigliere, mentre revisore dei conti è il commercialista Roberto Mancinelli. La storia del volley maceratese prosegue nel segno del Cus Camerino e nella continuità, in quanto la 45enne Tiziana Ferretti ex pallavolista che ha militato anche in serie B, si presenta con una lunga carriera e una formazione pallavolistica della scuola firmata da Roberto Cambriani. La neo presidente, che ha effettuato gli studi tecnici ad Ascoli e poi proseguito gli studi laureandosi in Biologia presso l’Università di Camerino nel 2003, come giocatrice è nata ed ha concluso la carriera con il ruolo di centrale, partecipando a tutti e tanti campionati che sarebbe lunghissimo elencare.

Fra i principali traguardi raggiunti da atleta ci sono la serie B di volley, a cui si aggiunge una finale nazionale juniores ad Agrigento, un campionato Italiano di Beach e un quasi tutti i campionati nazionali universitari. La passione, unitamente alla serietà e professionalità l’ha portata a lasciare l’attività agonistica all’età di 28 anni, limite massimo di partecipazione.

Innanzitutto quando e come si è avvicinata al volley?
“In prima media il mio professore di educazione fisica mi propose di fare un allenamento di pallavolo e da quel momento non l’ho più lasciata, sempre tesserata con la società Libero Volley di Ascoli Piceno fino all’arrivo nella città ducale per intraprendere gli studi universitari”.

Al Cus Camerino sei arrivata da giocatrice già forte poi ti sei formata come allenatrice e dirigente. Quanto è stato importante questo lungo periodo per fare esperienza nell'arrivare al ruolo di presidente provinciale del Volley e avresti mai immaginato un giorno di ricoprire questo importante ruolo?
“Sono entrata nel mondo universitario con l’intento di studiare e fare sport, ho provato il primo anno a far conciliare le due cose, ma militando in serie B è stata dura. Ho iniziato a pensare di concentrarmi negli studi biologici che mi sono sempre piaciuti e che tutt’ora mi appassionano, lasciando lo sport agonistico, poi ho conosciuto il CUS Camerino ed è cambiato tutto. Sport ed Università, ho iniziato come giocatrice, poi sono passata ad allenare la squadra maschile e poi piano piano è stato un crescere ma più dovuto alla passione ed al divertimento che ad una scalata al successo”.

Cosa significa per una donna ricoprire una carica così importante nella provincia più importante ed in vista negli ultimi anni nel volley grazie alla Lube protagonista in Italia e nel mondo con la squadra maggiore, ma anche con un settore giovanile di grande livello?
“E’ prematuro rispondere, per ora mi sento ancora un’alunna che entra a scuola, hai la tranquillità di che scuola si tratti e gli studi che devi intraprendere ma hai il timore di non esserne all’altezza, visto l’importanza che ricopre il comitato avendo società come la Lube nel proprio organico, ma non solo”.

Eredita la presidenza da una persona che ha dato molto al volley e a lei da quando è al Cus come Roberto Cambriani, cosa ha significato per lei incontrarlo e che rapporto ha avuto con il segretario del Cus ed ex presidente?
“Nel 1995 entrai nel suo ufficio per effettuare il tesseramento al Cus come studentessa universitaria e da quel momento sono diventata il suo aggancio con la sede distaccata universitaria di Ascoli Piceno, dove organizzavo attività sportive di vario genere. Il tempo e la stessa passione ci ha portato ad intraprendere un cammino insieme come un padre con una figlia, da lui ho appreso tanto del mondo sportivo e a lui devo la carica che oggi ricopro”.

In che modo gestirà il settore in questo periodo di emergenza a causa della pandemia e che ancora sembra destinato a durare per un po'?
“In questo momento, come tutto il mondo sportivo non abbiamo nessun potere gestionale, ci atteniamo a quanto ci viene riferito dalle strutture nazionali e cerchiamo nel limite del possibile di prepararci ad una ripartenza, ma l’evolversi della situazione pandemica non ci permette di essere ottimisti; sicuramente promuoveremo tutte le attività di promozione all’aperto, tornando al modo di giocare come quando ero giovane”.

C'è stato sempre tanto Cus Camerino all'interno del comitato provinciale del volley a tutti i livelli ed è ancora così, con dirigenti, tecnici, perché secondo lei?
“Il Centro Universitario Sportivo è un mondo di sport, associato a tante federazioni che ti permette una crescita e una conoscenza sportiva dirigenziale a 360°. Nel CUS si vive e si respira lo sport, sia nel pratico ma anche per quello che lo sport e la passione può trasmettere”.

Ai suoi tempi da giocatrice del Cus Camerino, la squadra universitaria ha militato a buoni livelli anche se regionali, perché ultimamente ci sono difficoltà a tornare a quei livelli, sia maschile che femminile? Eppure gli stimoli ci sarebbero, a cominciare dall'effetto Lube...
“Sono passati molti anni e molte cose sono cambiate a partire dalla riforma universitaria, ora esistono le lauree triennali che ti permettono di avere un breve soggiorno presso la sede universitaria e questo fa si che molti studenti preferiscono rimanere legati alla società di appartenenza. Ci sono state poi una serie di calamità che hanno indebolito la frequenza e poi nel nostro caso quello che porta una squadra a militare in livelli superiori non dipende dalla società ma lo decidono le ragazze in base alla loro passione e al loro impegno”.

Anche suo marito è impegnato da sempre nello sport come allenatore (e prima calciatore) ed ha anche tre bambini, quanto sacrificio le richiede riuscire a portare avanti tutto, l'attività, la passione sportiva e la famiglia?
“Tanta voglia di vivere la vita, non sempre riesco a far conciliare tutto ma come io e tutta la mia famiglia ci ridiamo sopra e andiamo avanti. Ci sono valori come la famiglia, lo sport, il lavoro che sia io che mio marito cerchiamo nel nostro piccolo di rispettare e trasmettere”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 28-02-2021 alle 14:41 sul giornale del 01 marzo 2021 - 142 letture

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