Essere donne in comunità: 8 marzo, storie di rinascita da La Ginestra di Corridonia

3' di lettura 08/03/2021 - Per liberarsi da un’esistenza fatta di abusi, violenza e ostacoli serve molto coraggio; per riappropriarsi della propria vita, occorre non arrendersi. Sono così le donne che vivono da quasi due anni nella Comunità terapeutica femminile “La Ginestra”. Sostenute da un équipe che ogni giorno le sostengono e le incoraggiano a lavorare su se stesse, a riprendere in mano la loro vita.

La comunità “La Ginestra” di Corridonia della Pars onlus nasce il 1 ottobre del 2019 ed accoglie 11 donne con problemi di consumo di sostanze stupefacenti. Hanno un età media compresa tra i 20 e 45 anni.

“Io ora in Comunità sono una donna con la stima per me stessa, con la voglia di vivere e di sognare - scrive una delle giovani ospiti -. Sto imparando a dare un significato ben preciso a tutto quello che faccio e riconosco le mie emozioni. Riconosco le mie risorse e le mie capacità che in trent’anni di vita non ho mai voluto vedere né sapere. Questa è rinascita”. Una significativa testimonianza per oggi, 8 marzo, giornata internazionale della donna.

“La nostra Comunità ha l’obiettivo di accogliere donne che vogliono rinascere - spiega la coordinatrice Pars, Manuela Fratini - Spesso, una donna tossicodipendente è stata sfruttata , maltrattata e arriva sul punto di distruggere la propria vita. Le nostre ospiti hanno sofferto molto”.

La Comunità garantisce un percorso terapeutico, un sostegno psicologico e un percorso formativo e lavorativo, fornendo una risposta immediata al loro disagio. “Svolgiamo attività come il laboratorio del verde e quello di trasformazione dei prodotti orto-frutticoli - continua la Fratini - Occuparsi del frutteto, della potatura e della raccolta frutta o delle olive, a seconda della stagione, è un modo per riprendere in mano la quotidianità di una giornata normale. Ci sono i colloqui individuali o di gruppo con il terapeuta e ogni utente ha un educatore di riferimento. Possono svolgere laboratori creativi di arte, di musica e sport, molte delle ragazze stanno imparando a suonare la chitarra e a cantare. Abbiamo avuto una risposta positiva, c’è una costanza da parte delle ragazze nel portare avanti e un desiderio di fare attività che per molte di loro sono anche nuove. Infine, dopocena facciamo attività come la meditazione, la lettura e scrittura creativa, cineforum e giochi di gruppo, offrendo la possibilità di esprimersi e di condividere un tempo insieme. Si tratta di un lavoro quotidiano a contatto con le fragilità, con le difficoltà, il coraggio di scontrarsi, chiarirsi e ripartire. Un progetto terapeutico è distinto in fasi che va dall’osservazione fino alla fine del percorso, dai 18 mesi ai due anni”.

“La parola rinascita per me significa prendersi cura una volta per tutte di me stessa imparare pian piano a riscoprire la propria femminilità. E’ come se ora fossi un ramo spezzato che deve rinascere dal dolore e iniziare una nuova vita”; “Si torna ad amare la vita, ogni sua forma e espressione, anche gli strappi o le cadute che ti mettono seriamente in ginocchio, per mettere alla prova la tua ossatura interiore”; “Desidero una famiglia, sentirmi amata, protetta e amare” testimoniano alcune ospiti della Comunità La Ginestra.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2021 alle 12:04 sul giornale del 09 marzo 2021 - 187 letture

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