Build the future, il progetto di Comune e Area Vasta 3 in un libro

3' di lettura 29/03/2021 - Un libro per raccontare il progetto Build the future. L’iniziativa promossa dall’Area Vasta 3 e dal Comune di Macerata ha visto coinvolti, in tema di prevenzione dalle dipendenze patologiche, 600 giovani delle scuole maceratesi.

Affiancato da un team di esperti pedagogisti, psicologi, educatori e creativi, il progetto ha permesso, negli anni scolastici 2018/2019 e 2019/2020, coinvolgendo cinque scuole primarie e secondarie di primo grado della città, di creare anche una serie di prodotti ed eventi per salvaguardare le nuove generazioni dalle dipendenze. Nel corso delle attività sono stati inoltre effettuati alcuni restyling di aree particolarmente importanti per i giovanissimi che hanno preso parte all’iniziativa.

Fra queste, la biblioteca della scuola Fratelli Cervi, gli ingressi delle scuole 4 Novembre e Natali e diverse pensiline della città. “La prevenzione delle dipendenze è uno dei punti cardine della nostra amministrazione – ha detto il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli - iniziative come queste vanno valorizzate e promosse affinché i nostri giovani possano imparare, tramite condivisione e coinvolgimento, ad affrontare tutto quello che la vita riserva”.

“Grazie a Build the future – ha detto il direttore del dipartimento dipendenze patologiche Gianni Giuli - abbiamo potuto perseguire l’obiettivo di arrivare ai giovanissimi prima delle sostanze. La forza di questo progetto è legata all’esperienza che abbiamo maturato in anni di lavoro sul territorio e alla formazione continua dei nostri professionisti, che devono essere in grado di anticipare i tempi. Molto importante in ottica prevenzione è anche lo sport. L’efficacia del progetto, iniziato dalla scorsa amministrazione, si basa sulla continuità, che finora è stata assicurata”. “Occorre guardare oltre l’emergenza, studiare, approfondire, comprendere le ragioni del disagio giovanile – ha affermato Massimo Tasso, dell’associazione Glatad, che da anni collabora in materia di prevenzione - e cooperare per rendere i ragazzi protagonisti del loro futuro”.

“Questo momento così delicato impone una riflessione sulla fragilità – ha detto l’assessore alle Politiche sociali Francesca D’Alessandro - allo scopo di prevenire la caduta in ogni forma di dipendenza”.

“Nel primo anno delle attività sono state quattro le parole chiave messe in gioco: emozione, relazione, identità e testimonianza - ha detto Silvia Agnani, coordinatrice del progetto e sociologa dell’Area vasta 3 - con due percorsi distinti fra le scuole primarie e secondarie di primo grado. Questo per attivare nei ragazzi una riflessione critica e creativa sugli spazi che vivono. Da qui l'abbellimento delle pensiline, gli arazzi di stoffe, le panchine colorate. Il progetto nel secondo anno è stato interrotto sul finire dal lockdown, proseguendo però sui canali social e lanciando una miniserie, “Il viaggio”, di Alia Simoncini, che vede protagonisti proprio i ragazzi. Il libro che racconta questa esperienza vuole essere non solo un resoconto delle attività che hanno visto la partecipazione di ragazzi, insegnanti, genitori e operatori – conclude - ma anche una sorta di guida per chi si occupa di promozione della salute attraverso l’ottica della gestione delle emozioni e la valorizzazione dello spazio quotidiano”.


di Lorenzo Fava
redazione@viveremacerata.it







Questo è un articolo pubblicato il 29-03-2021 alle 15:36 sul giornale del 30 marzo 2021 - 194 letture

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