Officina Universitaria: "Per definirsi apartitici non basta scriverlo nel programma elettorale"

2' di lettura 19/04/2021 - A poche ore dal silenzio elettorale, come Officina Universitaria, sindacato studentesco attivo dal 2007, non ci stiamo a restare in silenzio di fronte alle mentite spoglie di apoliticità e apartiticità sotto cui si nascondono i nostri colleghi candidati di "SUM - movimento per gli Studenti Universitari nelle Marche" e vorremmo chiarire una volta per tutte alcuni aspetti.

Premettendo che l'attività di rappresentanza universitaria è già di per sé azione politica intesa come difesa dei valori di una lista e dei diritti delle studentesse e degli studenti, per potersi definire apartitici non basta scriverlo nel programma elettorale. Al di là dell'appartenenza a uno o all'altro schieramento, appare incoerente definirsi apartitici candidando negli organi di maggior peso persone inserite nelle liste della Lega e dell'Udc alle scorse elezioni comunali di Macerata a sostegno di Parcaroli.

E non parliamo di esponenti di secondo piano, ma di persone che hanno ottenuto anche un notevole consenso elettorale non venendo eletti per una manciata di voti in Consiglio Comunale. La rappresentanza studentesca si basa su un rapporto di confronto e fiducia tra colleghi: questo rapporto non può di certo basarsi su una menzogna. Vantarsi di organizzare eventi con "assessori locali ed imprenditori illustri", come l’ultimo in programma, è emblematico di quanto le dinamiche universitarie siano secondarie per questa lista: si tratta di eventi fini a se stessi organizzati in un momento così precario in cui gli studenti non hanno certo bisogno di sentir tessere le lodi dell’attuale amministrazione a cui alcuni candidati sembrano evidentemente asserviti.

Non si può neanche giustificare la presenza di un assessore come "carica istituzionale" poiché l'assessore è una carica di fiducia diretta dello stesso sindaco e, nel caso specifico, di un assessore fortemente politico in quanto rappresentante cittadino di spicco di una delle forze di coalizione. Se si parla nell'evento di rapporto istituzionale in ambito sportivo, appare evidente l'assenza totale di un interlocutore istituzionale dell'Università: non basta candidarsi alle elezioni studentesche per potersi arrogare il diritto di parlare a nome o per conto di Unimc. Mettersi in gioco vuol dire anche avere il coraggio di esporre le proprie idee, i propri valori, i propri simboli. Nasconderli può essere sintomatico solo di uno scarso senso di appartenenza o di una mancanza di legittimazione dal gruppo che, evidentemente, ha spinto per la creazione di determinate liste.

“Tutto ciò non ha niente a che fare con gli studenti e le studentesse universitarie. Mascherare beghe di Partito con la rappresentanza studentesca è solo un atto di sciacallaggio. E a questo gioco Officina non ci sta” conclude Lorenzo Di Nello, presidente dell’associazione e candidato alle prossime elezioni studentesche per cui si voterà online il 21 e il 22 aprile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2021 alle 13:16 sul giornale del 20 aprile 2021 - 422 letture

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