Tullio Crali accende palazzo Buonaccorsi: inaugurata la mostra a Macerata

2' di lettura 07/05/2021 - Inaugurata oggi 7 maggio a palazzo Buonaccorsi la mostra “Tra cielo e terra” di Tullio Crali curata da Barbara Martorelli.

Aperta fino al 30 agosto, l’esposizione conta circa 40 opere oltre che diversi documenti e si pone come una summa del lavoro dell’artista, spaziando dai primi lavori di stampo futurista alle Sassintesi, opere sul deserto e la materia nuda, passando per l’aeropittura, produzione sulla tematica della velocità aerea cara alla corrente futurista.

D’altronde, Crali conobbe Filippo Tommaso Marinetti, primo firmatario del manifesto del futurismo, e ne sposò gli ideali artistici. Crali, pur avendo passato gran parte della vita tra il Friuli e Milano, visse anche a Parigi e Il Cairo e, per alcuni mesi, nell’estate del ‘43, a Macerata, dove è sepolto per sua volontà. E’ tuttora qui conservato il suo archivio. “Con questa mostra abbiamo voluto ripercorrere in senso cronologico la produzione di questo artista, a tutto tondo – dice la curatrice Barbara Martorelli -. Nel 1929 Crali aderì al movimento futurista scrivendo allo stesso Marinetti, da cui riceve risposta in pochi giorni. Crali ricorderà quel giorno come il più bello della sua vita. Abbiamo qui voluto ripercorrere tutta l’esperienza dell’artista, il suo percorso, a partire dai primi anni ‘30 con la produzione aeropittorica, a metà tra l’astrattismo e il figurativo, per poi spostarci sui disegni più terreni, con piani simultanei e sfaccettati. Ad ogni modo, Tullio Crali non dimenticherà mai la “fede” futurista, anche in virtù della promessa fatta a Marinetti sul suo letto di morte, garantendo la continuazione del movimento, un vero e proprio stile di vita. A Macerata, anche se solo per pochi mesi, Crali visse in corso Cairoli, a palazzo Pianesi, che oggi non esiste più. Si allontanò dalla scena artistica dopo la seconda guerra mondiale vivendo nella campagna torinese, dipingendo lì nature morte, riprendendo le tecniche di disegno, influenzato da Matisse, spesso per esigenze tecniche a linea continua. Dal ‘51 con un incarico del ministero dell’educazione come insegnante di disegno vivrà a Parigi, scoprendola anche e soprattutto per le vie meno frequentate, cogliendone col disegno e la pittura le sfumature più diverse. Tornerà a Milano dopo dieci anni con le valigie piene dei sassi che poi serviranno per la formazione delle sue opere, presentate negli anni ‘60, delle Sassintensi, apprezzatissime anche dal critico Gillo Dorfles. Morirà a Milano nel 2000, dopo aver vissuto ed insegnato anche a Il Cairo”.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30 Il sabato, la domenica e i giorni festivi la prenotazione è obbligatoria con almeno un giorno d’anticipo, auspicabile anche per i giorni in settimana. L’ingresso sarà gratuito fino all’11 maggio.


di Lorenzo Fava
redazione@viveremacerata.it







Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2021 alle 18:10 sul giornale del 08 maggio 2021 - 188 letture

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