Musicultura, Colapesce e Dimartino raccontano Battiato a La Controra: "Ci innamoriamo delle canzoni che ci mettono a disagio"

2' di lettura 16/06/2021 - La meravigliosa leggerezza di essere Franco Battiato.

A narrarla, quasi come si trattasse di una fiaba delicata e rivoluzionaria, ieri sera, a La Controra di Musicultura, in Piazza Vittorio Veneto, sono stati Colapesce e Dimartino. Reduci dal successo sanremese con la loro “Musica leggerissima”, i due sono stati ospiti di un talk, moderato da John Vignola, conduttore di Radio 1 Rai, nell’ambito del quale protagoniste sono state la vita e soprattutto la musica di Battiato.

Maxischermo alle loro spalle, contributi video pronti a ricordare la produzione del maestro, i due artisti siciliani hanno omaggiato un altro artista della loro terra commentando i suoi brani, raccontando aneddoti, citando canzoni. Incuriosendo il pubblico presente e tratteggiando con molte sfumature il genio autore di pezzi come “La cura”, “Centro di gravità permanente”, “E ti vengo a cercare”, “L’era del cinghiale bianco”, “Povera patria”.

Molti brani, diversi generi per restituire il ritratto di un artista amante, ha sottolineato Colapesce, “delle cose nascoste”, quelle che possono essere trovate solo se si è dotati di grande curiosità; il ritratto di un artista di fronte al quale, inevitabilmente, si prova anche un po’ di timore reverenziale: “Quando ci avete invitato a parlare di Battiato – ha spiegato Dimartino riferendosi allo staff del festival – per un attimo ci è preso il vuoto, temevamo di non saper cosa dire”.

Eppure i due se la sono cavata benissimo, affrontando temi come la tridimensionalità dei testi del maestro, il suo interesse per la trascendenza e l’esoterico, l’amore per la libertà grazie al quale non si è mai fatto ingannare, o ingabbiare, da dinamiche commerciali. Mai è stata di Battiato – hanno affermato - l’idea di compiacere; sempre gli è appartenuta la volontà di perseguire un preciso progetto musicale. E proprio questa è stata la sua forza. La stessa per la quale Colapesce e Dimartino hanno raccontato: “Ci innamoriamo delle canzoni che ci mettono a disagio, che contengono qualche elemento linguistico che mette disagio. E Battiato era maestro in questi giochi linguistici”.


di Sara Schiarizza
redazione@viveremacerata.it







Questo è un articolo pubblicato il 16-06-2021 alle 11:36 sul giornale del 17 giugno 2021 - 168 letture

In questo articolo si parla di cultura, macerata, musicultura, articolo, sara schiarizza, battiato

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/b7se





logoEV
logoEV