Musicultura: la prima serata finale del festival tra grandi ospiti ed emozione del pubblico

2' di lettura 19/06/2021 - Immaginate una pandemia; immaginate la necessità di ridurre al minimo i rapporti sociali, le abitudini che cambiano, gli orari che si restringono, le cene con gli amici sospese, l’impossibilità di recarsi al cinema o al teatro. Immaginate di non poter andare dove volete, quando volete, con chi volete e che tutto questo duri per molti, moltissimi mesi, talmente tanti che a sommarli contano più di un anno.

E alla fine, poi, immaginate l’emozione che si prova di fronte a un timido, graduale ritorno alla normalità. Soprattutto, immaginate l’emozione di un primo concerto, del primo grande spettacolo di musica live con il pubblico in presenza. Non vi viene da sorridere al solo pensiero? Ecco, a Macerata ieri sera a sorridere – seppur dietro le mascherine - sono stati in molti. Tutti quelli che hanno partecipato alla prima serata finale della XXXII edizione di Musicultura.

Il festival è tornato a suonare tra le piazze e i palazzi del centro storico cittadino già da lunedì scorso, con tutti gli eventi a ingresso gratuito de La Controra, e ieri sera ha finalmente riacceso le luci dello Sferisterio dando modo agli otto vincitori del concorso di esibirsi e contendersi il premio finale di 20 000 euro.

Con loro, sul palco, grandi nomi del panorama musicale e artistico italiano: Ermal Meta, che ha incantato l’arena con la sua interpretazione di Redemption Song, Gianmaria Coccoluto, che seguendo le orme del padre ha scaldato la platea con pezzi disco; Marisa Laurito, che ha duettato con Enrico Ruggeri, da tre anni presentatore del Festival, quest’anno accompagnato alla conduzione da Veronica Maya.

E poi loro, forse gli ospiti più attesi, i Subsonica, con il primo live post pandemia e i festeggiamenti per i 25 anni di carriera. A ripercorrere quel quarto di secolo, alcuni dei loro grandi successi: Discolabirinto, Nuova ossessione, Nuvole rapide, l'omaggio a Battiato con Up patriots to arm. E l’esplosione del pubblico, le braccia al cielo, le mani battute a tempo, i ritornelli cantati insieme. I lucciconi e gli sguardi d’intesa.

È stata questa, ieri sera, Musicultura, la dimostrazione del potere liberatorio, e catartico, della musica. É stata una Macerata di nuovo viva e brulicante di voci e di attese. È stata la voglia di tornare a fare, organizzare, cantare e suonare dal vivo. Ma ancor più è stata ciò che nell’ultimo periodo è davvero mancato: è stata un abbraccio. Quello – grandissimo! – dello Sferisterio al suo pubblico.


di Sara Schiarizza
redazione@viveremacerata.it







Questo è un articolo pubblicato il 19-06-2021 alle 15:43 sul giornale del 21 giugno 2021 - 172 letture

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