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Caso scuola a Tolentino, il ministro chiama Acquaroli: "Troveremo una soluzione"

acquaroli 3' di lettura 13/08/2021 - La grande rilevanza mediatica della vicenda relativa alla mancata possibilità di aprire la prima classe dell'Ipia "Frau" di Tolentino per le poche iscrizioni e al disagio per una studentessa 14enne disabile dell'entroterra che si troverebbe costretta ad arrivare a Civitanova, ha avuto effetto.

Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, infatti, nel pomeriggio di oggi ha comunicato di essere stato contattato dal ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi per cercare di addivenire ad una soluzione. "Mi ha appena chiamato il Ministro dell'istruzione Bianchi - ha scritto Acquaroli - per dirmi di aver preso in carico la vicenda legata alla giovane studentessa e alla mancata apertura delle prima classi dell'istituto superiore. Mi ha riferito che cercherà di individuare una soluzione per soddisfare l'esigenza rappresentata, in collaborazione con l'Ufficio Scolastico e con gli altri enti coinvolti. In attesa di conoscere la soluzione che si prospetterà per il caso specifico, ringrazio il Ministro per la solerzia con cui si è attivato nel comprendere la problematica". La questione era stata sollevata diverso tempo fa anche dal Comune di Tolentino.

"All'Ipia Frau di Tolentino, sezione moda, ci sono appena 12 iscrizioni - ha dichiarato ieri il sindaco Giuseppe Pezzanesi - e quindi la classe non avrebbe i requisiti numerici per formarsi, se non fosse che c'è una deroga per i comuni del cratere sismico e quindi abbiamo tutte le carte in regola perché la classe si formi, contrariamente da quanto viene asserito dall'Ufficio scolastico regionale".

Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera regionale della Lega Anna Menghi. “È inammissibile, e lo riconosce anche il ministro all’Istruzione, che sia negato il diritto allo studio ad una ragazzina disabile e pure residente in uno dei comuni più devastati dal sisma. Perché dovrebbe fare quasi 200 km per frequentare la scuola che ha scelto non per capriccio, ma sulla base di una specifica offerta formativa prospettata su Tolentino e ora dirottata last minute su Civitanova dagli uffici del Miur regionale. Invito il direttore Filisetti a rileggere l’articolo 5 del DPR 81/2009 e il DL 189/2016 “Sisma” nonché a ricordare le aperture fatte alla Lega in occasione della visita nelle Marche del sottosegretario all’Istruzione Sasso riconoscendo non solo la precisa volontà di questa Regione di dare un futuro all’entroterra, ma anche che ci sono già norme che, se applicate, consentirebbero di operare scelte ragionevoli. O dobbiamo pensare che si è approvato il progetto di un’offerta formativa senza considerare tutte le variabili a cui si sarebbe andato incontro?”. “La legge che garantisce il diritto allo studio dei disabili per consentire la loro integrazione ottimale, fissa in massimo 20 il numero degli alunni di una classe: non si fa cenno alla necessità di un numero minimo – spiega la consigliera Menghi entrando nei dettagli – Quando è stato formulato il progetto di Tolentino c’erano già tutte le carte sul piatto il che non ha impedito che avesse le autorizzazioni necessarie: sia quindi mantenuto dove e come è stato pensato. È una scelta che risponde a norme, civiltà, lungimiranza strategica, speranza e riscatto che i nostri ragazzi disabili e dell’entroterra hanno fin troppo atteso”.



Ora, quindi, si confida nell'intervento del ministro Bianchi per trovare una soluzione che non penalizzi ulteriormente le scuole che si trovano all'interno del cratere sismico.


   

di Roberto Scorcella
macerata@vivere.it





Questo è un articolo pubblicato il 13-08-2021 alle 17:53 sul giornale del 14 agosto 2021 - 220 letture

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