Tra biologico e logico, appuntamento al villaggio San Michele Arcangelo di Corridonia

2' di lettura 14/09/2021 - L’agricoltura sociale è un progetto inclusivo e partecipativo per i ragazzi delle Comunità Pars onlus. È nato nel 2007 con la creazione dell’azienda agricola San Michele Arcangelo per offrire l’opportunità di un percorso terapeutico e un possibile inserimento lavorativo. Sono state molte le soddisfazioni e gli obiettivi raggiunti, tra i quali la produzione di vino che grazie alla collaborazione e l’impegno di tanti ragazzi ha ottenuto premi e riconoscimenti nazionali.

“Tra biologico e logico. Il vino per la piacevolezza” è il titolo dell’appuntamento di venerdì 17 settembre presso il Villaggio San Michele Arcangelo di Corridonia, dove si potrà conoscere da vicino proprio uno dei prodotti speciali, il vino Nero 453, premiato al BioWine Marche 2021 e al quale verrà consegnato il riconoscimento alla 30ª edizione del Merano Wine Festival a novembre. L’inizio è alle 19:30 con un’apericena con i prodotti dell’azienda agricola e il risotto al Nero 453 e seguirà l’incontro con l’enologo Roberto Potentini e Emanuele Conforti, fondatore di Mymarca.

“In questi anni sono stati tanti i ragazzi coinvolti nel progetto di agricoltura sociale, più di 200 - spiega il responsabile Giovanni Carlot -. Dal lavoro di coltivazione alla trasformazione dei prodotti, dalla commercializzazione alla gestione del negozio, alla preparazione dell’etichettatura, la gestione degli ordini e delle spedizioni. Sono queste le mansioni principali. Ogni due o tre anni i ragazzi terminano il percorso in comunità, alcuni sono stati assunti, mentre altri hanno deciso di rientrare nelle proprie famiglie e nei loro paesi di origine. È un’esperienza di condivisione e di collaborazione reale. Sono sono venuto qui nel 2006 e ho chiesto aiuto alla Pars, due anni e mezzo in comunità e in quegli anni iniziava proprio l’esperienza dell’azienda agricola, nel pieno del mio percorso comunitario. Allora lavoravo nel mondo della moda a Milano, ma mi sono reso conto che le domande e le risposte più importanti della mia vita le ho trovate qui dentro. Mi sento di appartenere fortemente a questo luogo e anche con me è iniziata l’esperienza di azienda agricola sociale. Mi sono messo a lavorare a questo progetto che mi ha salvato la vita. Come lo ha fatto con me lo può fare con chiunque altro. La mia esperienza personale lavorativa e di percorso comunitario può essere di esempio e di aiuto ai ragazzi che vengono qui e lavorano con noi. Ci si può salvare, anche attraverso l’agricoltura”.

L’iniziativa è organizzata dalla cooperativa sociale Pars onlus in collaborazione con l’associazione Ut.re.mi onlus, Acudipa dipendenze patologiche, cooperativa San Michele Arcangelo e la fondazione San Riccardo Pampuri onlus. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza. Per la partecipazione è richiesta la prenotazione, è richiesto il green pass.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2021 alle 12:40 sul giornale del 15 settembre 2021 - 176 letture

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