Sparse Festival fa tappa a Mogliano

3' di lettura 19/10/2021 - Prosegue nel prossimo weekend Sparse festival, teatro, musica, danza e circo nelle aree rurali della regione Marche, realizzato nell’ambito del progetto europeo Sparse (Supporting & Promoting Arts in Rural Settlements of Europe) finanziato dal programma Europa Creativa e che vede AMAT come soggetto italiano accanto a Take Art (Inghilterra), Eesti Tantsuagentuur – National Dance Agency (Estonia), Fish Eye (Lituania), Shoshin (Romania), Carn to Cove (Inghilterra), Riksteatern Varmland (Svezia) e Sogn og Fjordance (Norvegia). Con Sparse festival il progetto rende protagonisti i Comuni di Caldarola, Sarnano, Mogliano, Castelraimondo e Camerino.

Venerdì 22 ottobre a Sarnano (Loggiato di via Roma ore 21.15) l’appuntamento è con I tempi di Battiato. Nicholas Ciuferri racconta la vicenda umana e artistica di Franco Battiato dagli anni Sessanta ai nostri tempi, calato in un contesto storico e sociale in costante trasformazione, una storia che è unica e molto più grande di quanto non si tenda abitualmente a pensare. Con radici profonde nella propria terra e i rami protesi verso il cielo, Battiato viene presentato nelle sue molte vesti: cantautore di protesta, compositore sperimentale, raffinato mistico ma sempre in qualche modo connesso con la realtà. Lo spettacolo vede Nicholas narrare la storia di Battiato e Claudia Fofi eseguirne i brani accompagnata da Paolo Ceccarelli e Andrea Angeloni. Il punto di partenza è il 1967 in piena rivolta studentesca e operaia e sotto l’influsso del beat, quando Battiato scrive canzoni di protesta, per poi proseguire in un'ottica tesa ad inserire Battiato all'interno del contesto storico e dei principali avvenimenti e movimenti fino all'album Apriti Sesamo, ultimo in studio.

Volevo solo fare Amleto, scritto e diretto da Francesca e Stefano Tosoni con Stefano Tosoni, Venusia Morena Zampaloni, Elena Cupidio, Kevin Pizzi, Giacomo Pompei, attende il pubblico di Sparse sabato 23 ottobre (ore 21.30) al Teatro Apollo di Mogliano (ore 21.30). “Amleto lo hanno fatto in tutti i modi, classico, tradizionale, rivisitato, riscritto, avanguardistico, psicologico, perché quando si decide di fare Amleto bisogna sbalordire, sempre. E spesso si delude, tutti! Ma lavorare su Amleto è vivere. Ed è forse questa la parte più bella del lavoro. Forse, come accadeva un tempo, Amleto va semplicemente “fatto”!” Questo pensa Stefano, un giovane attore senza un soldo che sogna di fare Amleto. Per interpretare il principe di Danimarca, dopo aver assodato che nessuno lo chiamerà mai se non per ruoli secondari, decide di imbarcarsi in una folle impresa, l'unica percorribile: fare tutto da solo, riduzione, regia, musiche, costumi, burocrazia, scene! Per questo sceglie di accettare i soldi offerti da sua sorella, una giovane avvocatessa con la passione per il teatro che lo finanzia a condizione di vestire lei i panni di Ofelia. Proprio da qui parte la nostra avventura: Stefano si ritrova a guidare una compagnia di attori sgangherati, un moderno Brancaleone che sprona la sua armata verso l'impresa epica di mettere in scena uno dei drammi più importanti, belli e difficili di tutti i tempi.


da AMAT
Associazione Marchigiana Attività Teatrali
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2021 alle 11:22 sul giornale del 20 ottobre 2021 - 163 letture

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