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A 4 anni dalla tentata strage di Macerata: il ricordo di Sinistra Italiana

Sinistra Italiana 2' di lettura 02/02/2022 - Bambine e bambini, ragazze e ragazzi, donne e uomini: la popolazione di Macerata ricorda bene dov’era la mattina di sabato 3 febbraio 2018, quando la città è stata raggiunta da una notizia che sembrava uscita da un telegiornale: una macchina stava girando per la città ed il suo conducente sparava all’impazzata.

Il tempo ha subito messo le cose al loro posto: al volante di quella macchina sedeva Luca Traini, la cui volontà era quella di uccidere alcune persone di colore per vendicare la morte di Pamela Mastropietro. In quei minuti di lucida follia, Traini ha ferito sei persone, colpito diversi oggetti ed attaccato la sede cittadina del Partito Democratico. Gideon Azeke, Omar Fadera, Wilson Kofi, Festus Omagbon, Jennifer Otiotio e Mahamadou Touré erano, loro malgrado, lungo la traiettoria dei colpi sparati da Traini e nessuno sa, purtroppo o per fortuna, come si riesca a vivere con un simile peso nell’anima. Ricordiamo dov’eravamo quel giorno ed è un bene che sia così.

La tentazione di mettere la polvere sotto al tappeto può essere forte, ma dimenticare sarebbe imperdonabile. Non abbiamo condiviso la posizione del PD e di altri pezzi del mondo progressista secondo cui la manifestazione antifascista del successivo 10 febbraio sarebbe stata da evitare. Le cose vanno chiamate con il loro nome, e quello subito da Macerata si chiama attentato terroristico di matrice fascista. Il suo autore, con un passato da candidato al Consiglio comunale di Corridonia nella lista della Lega Nord, è stato condannato per tentata strage aggravata dall’odio razziale. Il silenzio, in questi casi, non è un’opzione. Non lo era quattro anni fa e non lo è oggi.

Il raid di Traini è arrivato ad un paio d’anni di distanza dall’omicidio di Emmanuel Chidi Namdi a Fermo ed è stato seguito da altre manifestazioni di odio e violenza preoccupanti in giro per l’Italia: citiamo soltanto l’assalto alla sede della CGIL a Roma o gli insulti ricevuti dal bambino ebreo in Toscana. La crisi morde e, se possibile, è stata aggravata dalla pandemia. A chi chiede di chiudere le frontiere e discrimina, a parole e con i fatti, le persone in base al colore della loro pelle, della loro fede o del loro orientamento sessuale perché crede, così, di costruire un mondo migliore, noi rispondiamo con poche semplici parole: istruzione, lavoro, reddito per tutte e tutti. Una società migliore è una società accogliente ed inclusiva che non lascia indietro nessuno e nessuna: questo dovrebbe essere l’obiettivo della politica.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2022 alle 14:22 sul giornale del 03 febbraio 2022 - 153 letture

In questo articolo si parla di politica, sinistra italiana, sinistra italiana macerata, comunicato stampa

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