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Sanità, il sindacato maceratese degli infermieri si fa sentire: "Serve tavolo di confronto, non possono considerarci pura manovalanza"

5' di lettura 05/02/2022 - Rimaniamo sorpresi ed amareggiati nel leggere lo scontro politico-sindacale tra i vari schieramenti.

"Se questa è la politica regionale sono fiera di fare parte di un sindacato libero da vincoli politici - dice Elisabetta Guglielmi - e di rappresentare la categoria infermieristica ed ostetrica. Finalmente la politica si occupa di problematiche dei dipendenti della Sanità e raccoglie le segnalazioni di parte sindacale”.

Così il segretario provinciale di Macerata Nursind Elisabetta Guglielmi reagisce dopo aver appreso la notizia di un'interrogazione nel Consiglio della Regionale Marche riguardo il comportamento del Direttore del Servizio Professioni Sanitarie dell’Area Vasta 3 (leggi). “Condividiamo in pieno le aspettative del collega sindacalista con cui abbiamo condiviso alcune battaglie come le modalità del riconoscimento dell’orario di lavoro - aggiunge - Come Nursind abbiamo chiesto molte volte la collaborazione con le istituzioni; ad esempio durante il terremoto o durante l’attuale pandemia di Covid; tante pacche sulla spalla e “Bravi, continuate così”. In questi due anni difficilissimi per tutto il comparto sanità, i rapporti di collaborazione tra i nuovi gruppi di lavoro creatisi a causa della pandemia sono stati essenziali per superare tanti momenti difficili. Riteniamo pertanto che sia un atto doveroso far luce e chiarezza sulle situazioni segnalate. E’ ora di dare risposte concrete! Mi sorprendo che vengano comunque affrontate dai sindacati confederali (Cgil CIsl Uil) solo situazioni di questo tipo. Il dichiarato abuso di potere all’interno di un’azienda lo leggo come una sconfitta delle relazioni sindacali dove, dopo “Brunetta” la contrattazione si è praticamente trasformata in mera informativa".

Se l’assise Regionale si decide ad aprire una porta sulle problematiche della sanità si faccia carico anche degli altri gravi e annosi problemi che ci sono. "Manca una equipe di medicina territoriale - spiega ancora Guglielmi - Gli infermieri dedicati al territorio sono tutti impegnati negli HUB vaccinali, le Unità Operative ospedaliere sono decimate dal personale sospeso per mancanza di vaccinazione obbligatoria, dal personale risultato positivo al Covid e dalle assenze del personale per la quarantena dei figli in età scolare. Manca il personale in molte Unità Operative, i Pronti Soccorso sono diventati reparti Covid, sovraffollati, dove le patologie ordinarie vengono messe in secondo piano. E cosa dire della precarietà delle bombole di ossigeno stipate nei corridoio dei pronto soccorsi? Notiamo la fretta della Direzione Asur di dare risposte all’utenza e c’è chi impartisce direttive da dietro una scrivania a chi le deve mettere in pratica dall’oggi al domani senza alcun coinvolgimento di chi deve organizzare, formare e fornire indicazioni agli infermieri. Sinceramente notiamo una gestione Medico centrica e poco rispettosa degli infermieri da sempre considerati il cuore pulsante della sanità".

Non da ultimo il discusso concorso per coordinamento espletato solamente nell’Area Vasta 3. "Tante le segnalazioni che ci sono giunte sulla mancata trasparenza dei posti disponibili per il Coordinamento o la mancata possibilità di scelta. E cosa dire sulla mancata possibilità del personale di andare in ferie o prendere permessi di studio per la carenza cronica dello stesso? E del taglio di stipendi dei colleghi dell’Area Vasta 5? Cari politici, apprezziamo tantissimo questa apertura ma chiediamo che la vostra attenzione sia posta a 360 gradi nel pianeta sanità e che si tengano realmente in considerazione le problematiche segnalate con risposte celeri ed efficaci. Iniziamo dai rapporti tra il Direttore del servizio S.P.S. e il mancato rispetto dei diritti? Benissimo. Ma vi chiedo: l’avete mai messa una tuta di protezione? Sapete cosa vuol dire lavorare 8 ore bardati, sudati, con tre paia di guanti dove ogni azione diventa uno sforzo sovraumano? Mi chiedo perché se c’è una delibera regionale per l’attivazione di 30 posti Covid si apre un reparto che al massimo ne può contenere 18? Chi prende queste decisioni? Perché non pensate a risolvere i problemi dei pronto soccorsi che sono diventati degenze Covid e non più pronto soccorsi? Serve personale infermieristico, OSS, medici, non chiacchiere!"

"Leggere di scaramucce tra politica e sindacati non è rispettoso ne per l’utenza ne per i dipendenti, ci dovrebbe essere un'unità di intenti volta a migliorare e ottimizzare la sanità regionale. La politica dia pure delle risposte sui rapporti tra il dirigente e personale ma poi convochi immediatamente un tavolo di confronto, non continui a considerarci pura manovalanza ma professionisti preparati e specializzati pronti ad affrontare qualsiasi problema. I sindacati firmatari ai tavoli regionali sono stati incapaci di mettere una pezza ad un contratto non dignitoso che ha ulteriormente peggiorato le condizioni economiche e normative dei dipendenti del comparto, firmato solo per pressioni politiche. Auspichiamo di poter presto sedere ai tavoli regionali per poter al meglio rappresentare come Nursind chi oggi produce salute rispetto a chi oggi decide da dietro una scrivania. Vogliamo riprenderci il ruolo sindacale che in questi anni la politica ha depotenziato. Non accettiamo atteggiamenti illegittimi ne da parte dei dirigenti infermieristici ne tanto meno da parte dei dirigenti amministrativi. Il Nursind lotta per il giusto ed il lecito, non per il possibile o per tirare a campare. Le parole non curano, non guariscono e non pagano! Ci vogliono i fatti! Subito".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2022 alle 13:59 sul giornale del 07 febbraio 2022 - 233 letture

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