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Canile di Macerata, Contigiani: "Operazione politica che va denunciata all'opinione pubblica"

5' di lettura 12/03/2022 - L'operazione tutta politica che si sta consumando a danno della comunità maceratese con scuse inverosimili e opache va fortemente denunciata all'opinione pubblica. Chi sono le parti in causa di questa recita a soggetto?

Primo protagonista è il Canile comunale di Macerata, considerato fiore all'occhiello oltre le nostre mura, da anni in gestione alla Coop. Meridiana in forza di una Convenzione il cui art. 9 prevede esplicitamente, la possibilità che presso il canile siano ospitati anche cani randagi di altri comuni, ove risultassero non occupati tutti i posti disponibili. Secondo protagonista è Il Comune di Ascoli Piceno che non ha canile comunale.

Dopo anni di affido dei suoi randagi ad una associazione locale in virtù di proroghe su proroghe (tutte secondo normativa?) decide, invece, di fare un bando pubblico introducendo elementi di trasparenza. Il Gestore maceratese decide di partecipare e ha talmente le carte e i fatti in regola su come manda avanti il servizio che - "purtroppo", devono aver pensato i leghisti della nostra Giunta - contro ogni aspettativa vince. Così, proprio a questo punto, entra in gioco anche la Giunta del nostro comune.

Già nell'immediatezza dell'aggiudicazione del primo posto alla Meridiana si cominciano a scatenare le più incredibili 'meraviglie'. In primis il Comune di Ascoli Piceno, che chiede giustificazioni e documenti per un anno e mezzo prima di sottoscrivere il contratto, lasciando la cooperativa in attesa con 180 box cane pronti ma vuoti. Poi l'associazione Appa - che ha perso il servizio - ricorre al TAR e perde il ricorso (ma nel mentre si scatena una campagna social di diffamazione e menzogne che meriterebbero ben altre denunce). Il comune di Macerata, che invece di sentirsi parte lesa - in quanto la vittoria del bando dimostra l'eccellenza di un suo servizio - aggrava le invenzioni burocratiche di impedimento all’esecuzione del contratto sottoscritto, avallandole con il Dirigente, che, guarda caso dopo due anni di queste premesse, emana una interpretazione nuova e restrittiva della Convenzione, smentendo una sua precedente autorizzazione.

Insomma, pur di non trasferire i cani presso un canile eccellente del nostro territorio, di tutto e di più. Come mai? A capire meglio tra le righe ci aiuta una ridente foto di gruppo che mostra sui social i nostri amministratori (il Sindaco e tutta la giunta della Lega: Laviano, Piccioni, Marchiori) in 'gita scolastica' presso la sede dell'associazione ascolana che ha perso il bando, alla presenza dello stesso sindaco di Ascoli Piceno, di vari esponenti della Lega regionale e di altri. Dunque, quelli che si sono fatti votare a gran voce predicando degli interessi dei maceratesi al primo posto, vanno in trasferta tutti insieme a portare nell'ascolano i loro convenevoli, tutti in fila e sull'attenti perché la Lega regionale chiama in difesa dell'associazione che ha perso il bando. Testa china e mani in tasca. E l'occupazione per i maceratesi che sarebbe venuta dalla vittoria di questo bando?

Non importa, in fondo sono lavoratori svantaggiati quelli occupati da una cooperativa sociale di tipo B, a chi vuoi che interessino? non risulta che neppure l'Assessora ai servizi sociali abbia avuto da ridire al riguardo; E i danni vivi che ne avremo come maceratesi chi li pagherà? Chi pagherà per il fatto che impedendo alla coop. Meridiana di lavorare, il comune di Macerata di fatto butta via la possibilità della onlus di accedere al Superbonus per migliorare la struttura di proprietà comunale per 200.000 euro? Chi pagherà per i lavori sui box anticipati (perché di competenza del comune) per l'arrivo dei cani di Ascoli Piceno che non arriveranno?

Peraltro, in virtù di un gran lavoro fatto sugli affidi, nonostante che questo significhi per il gestore perdere gli introiti delle tariffe pagate dal comune, i cani maceratesi sono pochi, ma l'interpretazione ad hoc degli ultimi tempi (non la Convenzione) dice che da fuori non ne può venire uno di più di quelli che sono di Macerata. Allora, chi pagherà per i mancati risparmi dovuti a questa interpretazione creativa che, di fatto, obbliga il gestore a non farli più uscire dal canile per poterne prendere altri? Ne dovevano arrivare 180 circa perché il grosso dei box (277 in totale) erano stati svuotati proprio grazie al continuo ed efficace lavoro di affidamento. E allora, come diceva Andreotti a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca: che fine faranno i pochi cani maceratesi rimasti quando questa gestione attuale sarà stata definitivamente resa antieconomica dalle scelte scellerate dei nostri amministratori? Non è che per caso verranno fuori nuovi canili di privati da costruire e poi da lì i cani saranno fatti passeggiare nel Parco-canile sotto villa Cozza come favoleggia l'assessora Laviano disegnando altre 'meraviglie' dall'album dei sogni?

E i servizi collegati con 'il cimitero degli animali d'affezione' di cui l'assessora parla in altre sue poetiche interviste ha per caso già in mente a chi affidarli? Perché certo è che mentre i lavori del Superbonus non producono nessun rumore fastidioso come invece dice lei (Io li ho fatti mentre lavoravo in DAD senza problemi) di sicuro è assordante il rumore che fa la costruzione di un castello di mattoni di gomma, pronti a flettersi all'occorrenza come certe schiene. A questo punto, dopo anche due ricorsi persi dagli oppositori, l'unica possibilità di smentire l'accanimento politico e l'ostilità evidente rimane quella di rimuovere l'interpretazione sopraggiunta che impedisce l'esecuzione della Convenzione.


da Ninfa Contigiani
Consigliera comunale PD





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-03-2022 alle 14:20 sul giornale del 14 marzo 2022 - 182 letture

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