Eichmann. Dove inizia la notte. Sul palco del Lauro Rossi sale Stefano Massini

4' di lettura 01/04/2022 - Martedì 5 e mercoledì 6 aprile giunge al Teatro Lauro Rossi - nella stagione promossa dal Comune di Macerata e dall’AMAT e realizzata con il contributo della Regione Marche e del MiC - Eichmann. Dove inizia la notte, nuovo atto unico di Stefano Massini che porta in scena lo scontro immaginario tra Hannah Arendt e Adolf Eichmann nell’interpretazione di Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon.

Eichmann. Dove inizia la notte è un dialogo teatrale di inaudita potenza in cui Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon, rispettivamente nei ruoli della filosofa ebrea Hannah Arendt e del gerarca nazista Adolf Eichmann, ripercorrono la tragedia dell’Olocausto. Chi fu realmente Adolf Eichmann? Che tipo di personalità si nascondeva dietro la divisa nazista di colui che ideò la soluzione finale e organizzò nei dettagli il massacro di sei milioni di ebrei? Prova a dare una risposta Massini, nella drammaturgia che ha realizzato a partire dagli scritti della filosofa ebrea Hannah Arendt, dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme – dove Eichmann fu processato dopo l’arresto avvenuto nel 1960 in Argentina – e dagli atti del processo.

Diretti da Mauro Avogadro, Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon ricostruiscono passo dopo passo carriera e ascesa del gerarca, delineando il ritratto di un uomo mediocre, arrivista e opportunista, e aprendo così il varco a una prospettiva spiazzante: Eichmann non è un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile grettezza umana.

“Adolf Eichmann, Hannah Arendt: due figure che appartengono alla Storia - scrive Mauro Avogadro nelle note di regia -, accomunate, nelle loro ben diverse nature, dall’orrore dell’Olocausto. In un immaginario processo, Hannah, ossessionata dal desiderio di capire, induce Eichmann a svelare, forse anche a se stesso, le ragioni profonde dei suoi terribili atti che contribuirono all’eccidio di sei milioni di ebrei. Non siamo di fronte ad un teatro – documento, bensì all’interno di un viaggio teso a scoprire dove e perché nasce il Male. Tranquillizzerebbe forse di più le coscienze poter definire, quasi lombrosianamente, Mostri individui destinati, fin dalla nascita, a compiere il Male. La Storia e la Scienza ci hanno dimostrato che non è così. Per cercare di capire “dove inizia la notte”, un’attrice ed un attore – consapevoli del terreno minato su cui agiscono – mettono le loro eccelse capacità interpretative a disposizione delle differenti tappe, ora storiche ora personali, che il testo propone, al fine di evidenziare quanto la sete di potere, di denaro e, ancor più tragicamente, il solo desiderio di “fare carriera” possano trasformare un semplice impiegato del Reich in un mostro cinico e spietato. La scrittura sempre lucida e graffiante e mai piegata al mero effetto teatrale di Stefano Massini, porta gli interpreti ad essere ora personaggi e ora persone che fanno i conti, purtroppo, con la Contemporaneità del Male. “Eichmann protagonista del mio testo? – si domanda Stefano Massini - in teatro non mi piace ragionare nei termini di protagonista e non protagonista. Il teatro porta nel suo DNA una sterminata potenzialità e libertà fruitiva. Quando parlo di democrazia della visione in teatro, intendo che lo spettatore può scegliere, senza alcun filtro su cosa porre l’attenzione. Eichmann è un personaggio sicuramente ingombrante, gravido di contraddizioni. Nel mio testo però, la sua figura vive attraverso il punto di vista di una donna come Hannah Arendt che ne fa il pretesto per porsi una domanda su come nasca il male. Ecco il fulcro. Indagare come nasce il male, a prescindere da quello della Shoah che conosciamo. Non è un caso che nel testo io abbia fatto entrare riflessioni che riguardano altri scenari. Perché alla fine il male si annida dovunque. “Eichmann” è un pretesto per notomizzare il male, alla ricerca di qualcosa che valga in generale”.

Le scene dello spettacolo – prodotto da Teatro Stabile di Bolzano e Teatro Stabile del Veneto – sono di Marco Rossi, i costumi di Giovanna Buzzi, le musiche di Gioacchino Balistreri e le luci di Michelangelo Vitullo. Con lo spettacolo torna anche l’appuntamento con Gente di teatro, incontro con la compagnia in programma il 6 aprile alle ore 18 al Teatro Lauro Rossi.


da AMAT
Associazione Marchigiana Attività Teatrali
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-04-2022 alle 11:16 sul giornale del 02 aprile 2022 - 117 letture

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