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I primi affreschi realizzati negli USA sono di un tolentinate

3' di lettura 01/07/2022 - Al concorso annuale fra giovani allievi dell’Accademia romana di S. Luca del 1820, Nicola Monachesi ottenne il primo premio della Scuola di Pittura per una copia della favola di “Giove e Antiope”, tratta da un dipinto di Gaspare Landi (1756 – 1830), suo insegnante di teoria della pittura. Da quella data e per più di dieci anni non si hanno più notizie dell’artista.

Finché ritroviamo Monachesi negli Stati Uniti, giunto nel 1831 – 32, in occasione di una esposizione d’arte a Filadelfia; città in cui successivamente si stabilirà e dove, senza fare più ritorno in patria, morirà il 25 maggio 1851. Egli lavorò prevalentemente come decoratore d’interni, acquisendo una formidabile reputazione che gli permise di ottenere importanti committenze pubbliche, private e religiose; trattando per lo più soggetti mitologici o religiosi ripresi dalla tradizione classica italiana.

Alcuni suoi lavori sono andati perduti in seguito a ristrutturazioni o demolizioni degli edifici che li ospitavano. Come le decorazioni (1834) che abbellivano il Merchants’ Exchange Building di Filadelfia, tutte rimosse durante una ristrutturazione del complesso edilizio. La stessa sorte è toccata ai dipinti, anch’essi degli anni ’30, della chiesa cattolica di S. Giovanni Evangelista di Filadelfia, andata distrutta durante un incendio nel 1899. Mentre l’affresco “Cornelia la madre dei Gracchi” (1834), che ornava una sala della villa del banchiere Matthew Newkirk a Filadelfia, considerato all’epoca il più bel dipinto della città, scomparve con la demolizione dell’edificio nel 1903. Così come la maestosa dimora dello scienziato George Washington Carpenter, denominata Phil-Ellena, situata a Germantown in Pennsylvania, ricca di dipinti del nostro artista sull’esempio di quelli raffaelleschi in Vaticano, costruita nel 1845 venne demolita nel 1892. Agli anni ’40 risalivano anche alcuni lavori decorativi, un soffitto e un pavimento a mosaico raffigurante il “Matrimonio di Giove e Giunone” che Monachesi aveva realizzato per un locale commerciale situato in Chestnut Street a Filadelfia (data di demolizione sconosciuta).

A testimoniare ancora oggi la sua qualificata e ricercata operosità e l’alta qualità dei suoi lavori ci rimangono i dipinti per la chiesa di S Agostino (1848) a Filadelfia e quelli nella residenza del commerciante e banchiere di successo Richard Alsop IV (1838-39) nel Connecticut; quest’ultima acquisita nel 1948 dalla Wesleyan University e ora sede del Davison Art Center. Nel primo caso, degno di nota è il dipinto della volta che raffigura la “Salita di S. Agostino in cielo”. Agostino, dal viso vegliardo e con la barba bianca che gli scende sul viso, è rappresentato fra le nuvole in mezzo a uno stuolo di angioletti ai piedi della Vergine con in braccio Gesù Bambino. I dipinti di casa Alsop, invece, si caratterizzano per la varietà di soggetti, colori e modi di pittura, che fanno pensare ad interventi di maestranze diverse.

Oltre alle tre nicchie dipinte a grisaille (procedimento pittorico che riproduce, mediante vari toni di grigio, le luci e le ombre di figure con effetto di rilievo) all’esterno della residenza, in cui vengono rappresentate la musa greca Erate con la sua lira, Hera e Nike con un’urna ciascuna, a Monachesi sono attribuiti anche i dipinti delle volte dei due salotti principali, incastonati all’interno di cornici geometriche. In uno di essi è raffigurato Apollo su un carro trainato da cavalli; nell’altro Zeus su un carro trainato da due aquile. Queste immagini classiche sono state probabilmente tratte da incisioni. Le altre decorazioni che ornano le restanti stanze di questa prestigiosa dimora, ricche di riferimenti alla flora e alla fauna locale, sono più fantasiose e pastorali. Di Monachesi si ricordano, infine, alcuni ritratti di influenti personaggi e mecenati di Filadelfia e d’intorni. Un suo grande quadro storico, “L’omicidio di Jane McCrea” (1841-42), è stato esposto con successo a Filadelfia.








Questo è un articolo pubblicato il 01-07-2022 alle 11:51 sul giornale del 02 luglio 2022 - 137 letture

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