Il docufilm "Perdutamente" commuove il cinema Italia

3' di lettura 22/09/2022 - Ieri sera al Cinema Italia a Macerata la proiezione di “PERDUTAMENTE”, docufilm di Paolo Ruffini e Ivana di Biase ha commosso gli spettatori e – al tempo stesso – li ha invitati a riflettere, anche con qualche sorriso, sulla Malattia di Alzheimer.

Un film che avrebbe potuto essere duro, pesante, difficile da affrontare ma che – invece – si è rilevato uno spaccato di umanità dolce, amorevole, a tratti divertente, per nulla angosciante. Certo che il regista ha abbandonato la sua vena comica per trattare l’argomento ma lo ha fatto con un senso della realtà forte e molto umana. Evento organizzato dal Rotary Club Macerata per dare visibilità a questa complessa patologia e per raccogliere risorse da destinare all’incremento di attività e servizi a favore degli ospiti del Centro Diurno “La Sorgente” di Villa Cozza, affetti da questa patologia. Patrizia Scaramazza, Presidente del Rotary Macerata “Ringrazio tutti coloro che stasera sono intervenuti, tenevo molto a questa iniziativa che ho voluto fare proprio oggi che è la Giornata Mondiale dell’Alzheimer perché bisogna dare visibilità ed aiuto non solo ai malati ma anche a chi li accudisce, ai familiari, ai care giver che soffrono con loro e alle Strutture che li ospitano”.

Giuliano Centioni, Presidente IRCR ha dichiarato che le persone affette dalla Malattia di Alzheimer sono fragili e con loro diventano fragili anche le strutture relazionali che li accompagnano. Nel film abbiamo visto mogli, mariti, compagni di vita disperarsi per la perdita della persona cara che però non è morta, è diventata un “guscio vuoto” per la perdita di memoria, concentrazione, gesti quotidiani ed abituali… IRCR lo sa bene e cerca di dare cura ai malati e sostegno psicologico, formazione ed aiuto ai care giver perché solo così si può affrontare l’Alzheimer. Ha concluso ringraziando il Rotary Club di Macerata e Patrizia Scaramazza per l’iniziativa, che ha permesso di assistere ad un film che, con grazia, ha saputo mostrare come realmente si presenta questa patologia. Presente anche l’Assessore ai Servizi Sociali Francesca D’Alessandro il cui intervento ha puntato proprio sul ruolo delle Istituzioni e sull’impegno che queste devono applicare per affiancare chi si prende cura delle persone affette da questa particolare forma di demenza che trascina via con sé un mondo di affetti e relazioni costruito con amore nel tempo, definendo come il senso di sbigottimento inziale si trasformi presto in senso di sconfitta quando una persona cara viene colpita dall’Alzheimer, fino ad arrivare al deterioramento delle relazioni e della struttura familiare. L’amore e l’accudimento vanno sostenuti, anche da chi può mettere in campo risorse e persone per aiutare.

Ha concluso la serata il Dottor Giorgio Mancini, Primario del U.O. di Geriatria dell’Ospedale di Macerata ora in pensione “Le demenze sono molte e non sempre colpiscono le persone anziane, anzi: ho visto giovani e bellissime donne ammalarsi a 35, 40 anni e perdersi in poco tempo. Le terapie aiutano ma non guariscono. Quello che conta davvero è l’accudimento inteso come clima familiare che non deve andare in contrasto con la persona affetta dalla patologia, anzi, deve garantire serenità, luoghi semplici e puliti, una routine rassicurante, attenzione nell’alimentazione e igiene personale. Ma soprattutto, la stimolazione cognitiva rappresenta il vero focus nell’accudimento di chi è affetto dalla demenza perché contribuisce a mantenere il cervello attivo e questo è fondamentale affinché la patologia progredisca più lentamente”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-09-2022 alle 17:18 sul giornale del 23 settembre 2022 - 150 letture

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