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Le origini dei giochi da casinò

4' di lettura 18/01/2023 - Roulette, blackjack, slot machine: sono alcuni dei più iconici e amati intrattenimenti da casinò, presenti da sempre nei locali dedicati e che, ancora oggi, continuano a fare bella mostra di sé anche nelle moderne piattaforme in rete, che si affiancano agli intramontabili casinò tradizionali.

Si tratta di passatempi resi famosi anche da decine di opere sulla materia, da libri a film passando per videogiochi, e la loro fortuna non accenna a tramontare. La loro versione moderna, in effetti, non è altro che il punto di arrivo di una lunghissima evoluzione, le cui tracce possono essere percorse a ritroso fino ad arrivare a tempi insospettabili: una vera e propria testimonianza di un apprezzamento trasversale nel corso dei decenni e, addirittura, dei secoli.

Considerando la roulette, per esempio, la sua enorme diffusione in terra statunitense è sancita dalla cosiddetta roulette americana, distinta da quella tradizionale grazie alla presenza del doppio zero, un’ulteriore casella aggiuntiva rispetto al classico zero verde. Ma già il nome del passatempo denuncia le sue origini europee, e nello specifico francesi: è infatti nella Francia del ‘700 che si attestano le prime testimonianze della roulette come macchinario dedicato e presente in qualsiasi casinò. Le sue origini, in ogni caso, sono ancora più risalenti: passatempi basati sul moto circolare di una ruota erano verosimilmente già praticati da Greci e Romani, che utilizzavano allo scopo una semplice ruota posta in senso parallelo al terreno. Priva di fondamento sembra invece la leggenda che vorrebbe l’invenzione della roulette attribuita a Blaise Pascal: lo scienziato francese infatti si era sì dedicato allo studio di una roulette, ma nel contesto di un trattato su moti curvilinei, nel quale il termine indicava una particolare parabola. In ogni caso, la fortuna del passatempo è inscindibilmente legata agli USA: è qui che, fin dagli anni ’40, la roulette è presente in ogni casinò, con costanti miglioramenti nelle sue componenti meccaniche.

Più genuinamente americana, invece, l’invenzione della slot machine: su questa si hanno origine certe, che ne riconoscono la paternità a un immigrato tedesco, tale Charles Fey, verso la fine dell’800. Chiunque ne abbia visto una all’opera, vedendo le meccaniche delle slot machine avrà immediatamente concluso che il meccanismo che ne permette il funzionamento debba basarsi su un qualche grado di casualità: è stata proprio l’idea dell’automazione dietro tale processo a consegnare alla storia il nome dell’inventore tedesco. Erano già in circolazione, prima della sua invenzione, dei macchinari basati su un principio simile: alcuni rulli, affiancati, arrestavano il loro moto in maniera casuale, mostrando attraverso una feritoia alcuni dei simboli che recavano impressi. Tali macchine, diffuse nella maggior parte dei locali pubblici statunitensi, necessitavano di un addetto che verificasse se l’allineamento di tali simboli era quello vincente. L’innovazione alla base delle slot machine meccaniche, in effetti, risiede proprio nell’automatismo di tale verifica: Fey perfezionò il meccanismo in modo che il corretto allineamento fosse riconosciuto direttamente dalla macchina, velocizzando il suo utilizzo e gettando le basi di un passatempo che, ancora oggi, si fonda anche digitalmente sulla casualità dell’allineamento dei simboli.

Venendo al blackjack, anche in questo caso la sua fama è da ricondurre agli Stati Uniti: il nome stesso richiama una determinata carta, il fante nero o blackjack, che in alcune versioni aveva un punteggio particolare. In effetti, però, il doversi avvicinare il più possibile e non superare il totale di 21 punti era ben noto in Europa da secoli. Già in Spagna, nel ‘600, si hanno notizie letterarie di un passatempo con carte il cui scopo era il medesimo del blackjack, con il quale condivide anche il punteggio: quest’ultimo in effetti era alla base del nome stesso, veintiuna, ossia il termine spagnolo per indicare la cifra 21. Oltre un secolo dopo, nella seconda metà del ‘700, in Francia prese a diffondersi il Vingt-et-Un: il collegamento con il veintiuna spagnolo è desumibile da un articolo che ravvisa le somiglianze fra i due, che dunque si estendono anche alle regole, oltre al nome che fa esplicito riferimento al numero 21. È in questa veste che il futuro blackjack ha potuto prima approdare e poi prosperare negli USA: portato dagli immigrati europei, ma sviluppatosi in America fino a giungere al suo indiscutibilmente importante ruolo odierno.


   

di Redazione





Questo è un articolo pubblicato il 18-01-2023 alle 11:00 sul giornale del 18 gennaio 2023 - 42 letture

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