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Sisma di Treia, il professor Tondi: "L'area può generare terremoti più forti"

Emanuele Tondi, UNicam e sindaco di Camporotondo 2' di lettura 21/02/2023 - Alle ore 1:07 si è verificato un terremoto di magnitudo Ml=3.8 con epicentro tra Treia e Pollenza in provincia di Macerata. Nelle ore successive, numerosi piccoli terremoti (aftershocks) hanno seguito l’evento principale. Le accelerazioni al suolo (percepite come scuotimento) rientrano nei valori previsti dalla mappa di pericolosità sismica del territorio regionale. I dati sono disponibili nel sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - INGV.

“L’area, tuttavia, può generare terremoti anche più forti - spiega il geologo prof. Emanuele Tondi - Nel 2002, la Regione Marche finanziò un progetto di microzonazione sismica a cui parteciparono enti di ricerca (INGV, OGS) e alcune Università, tra cui l’Università di Camerino. Il progetto era innovativo perché prevedeva l’individuazione e caratterizzazione delle faglie attive di riferimento e la successiva simulazione del terremoto massimo atteso, con la registrazione di sismogrammi sintetici al suolo (Simulazione del Moto del Suolo – SMS). Su quest’ultimo aspetto, i risultati sono pubblicati sulla seguente rivista scientifica: Laurenzano G., Priolo E., Tondi E. 2008. 2D numerical simulations of earthquake ground motion: 5 examples from the Marche Region, Italy. Journal of Seismology. Nel lavoro viene ipotizzata una faglia attiva, con cinematica diretta (simile alla più nota Faglia del Monte Vettore), immediatamente ad est della dorsale Treia-Pollenza, orientata nord-ovest/sud-est ed immergente a nord-est. Sulla base delle sue dimensioni fu stimata una magnitudo massima attesa tra 5.5 e 5.7”.

“Si tratta di una sezione geologica crostale modellata ad elementi finiti, praticamente uno spaccato verticale che dalla superficie arriva a 10 km di profondità, dove sono incluse le caratteristiche geologiche e fisiche dei terreni, delle formazioni rocciose e le strutture (pieghe e faglie) presenti nel sottosuolo di Treia e Pollenza - prosegue Tondi - Tuttavia, sia per confermare o meno l’attività recente della faglia di Treia-Pollenza che eventualmente il suo potenziale sismogenico, sono necessari ulteriori studi e approfondimenti, in particolare con le nuove conoscenze e tecnologie sviluppatesi nel frattempo. Ricordo sempre che è possibile convivere con i terremoti ma non con il rischio associato, quindi è necessario verificare le caratteristiche strutturali e geologiche di fondazione degli edifici che si abitano e frequentano chiedendo al proprio progettista e geologo di fiducia”.


   





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-02-2023 alle 18:22 sul giornale del 22 febbraio 2023 - 1140 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunicato stampa

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