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La tennista Sofia Rocchetti, giovane e intraprendente: ‘’Sono al numero 482 del ranking mondiale e ho ancora fame di vittorie. Il campo centrale degli Internazionali BNL d’Italia è un sogno…’’

5' di lettura 16/09/2023 - Vivere Senigallia prosegue gli incontri con i protagonisti del mondo sportivo. Questa volta siamo con Sofia Rocchetti, giovane tennista (classe 2002) attuale numero 482 del ranking WTA, di Chiaravalle, tesserata con l’Associazione Tennis Tolentino. Di recente ha vinto il suo primo torneo ITF (un 25.000 dollari a Trieste). Ci racconta la sua passione e i suoi obiettivi.

Quando e come nasce la tua passione per il tennis?

Credo sia iniziato tutto quando un’estate (avrò avuto 6 anni) ho iniziato a giocare nel campetto da mini tennis al mare, ma neanche con racchette da tennis… erano semplici racchettoni da beach tennis; dopo questo episodio ho chiesto ai miei genitori di voler andare a questo campetto al mare anche d’inverno ma non era possibile e quindi mi hanno fatto provare a giocare in un vero campo da tennis e non è stato difficile visto che abito a pochi metri dal circolo tennis, e così è iniziata la mia storia d’amore con questo sport.

Qual è l’episodio più bello che ricordi con maggior piacere?

Uno degli episodi che mi rimarranno sempre nel cuore è quando ho vinto il torneo a Palermo un ITF junior under 18, ma non per la semplice vittoria: ero andata là da sola e in finale a circa metà partita, do un’occhiata fuori dal campo e vedo mia mamma che era appena arrivata per farmi il tifo dopo non so quante ore di viaggio tra bus, navi e treni… La finale alla fine è andata nel migliori dei modi e ho potuto festeggiare con lei e condividere tutta la gioia che provavo in quel momento e penso che sia una degli episodi più preziosi e gratificanti che questo sport mi ha regalato. Mi sento però di aggiungere anche un altro momento molto importante: l’anno scorso per la prima volta ho giocato al Foro Italico il torneo di ‘’prequali’’ per gli internazionali di Roma e calpestare i campi dove sono passati tutti i più grandi giocatori di questo sport, dove si respirano anni e anni di storia sia una sensazione incomparabile a qualsiasi altra esperienza.

Recentemente hai vinto a Trieste il tuo primo torneo ITF (un 25.000 dollari): raccontaci il torneo giocato. Pensi che questo sia stata la tua svolta?

Quella di Trieste è stata una settimana molto particolare, perché il martedì dovevo essere già salita sul treno per tornare a casa e invece mi sono sentita di rimanere un giorno in più per vedere se qualcuno si fosse ritirato e così è stato, ed ho avuto la possibilità di rimettermi in gioco. Sicuramente ad inizio settimana non avrei mai pensato di poter raggiungere questo risultato, però probabilmente è stata proprio questa la fortuna perché mi sono goduta giorno per giorno senza pensare troppo a quello che sarebbe potuto succedere e non; sono fiera di me perché si sono stata fortunata ad essere stata ripescata ed entrare come lucky loser però sono stata brava a sfruttare questa chance nel migliore dei modi. È un risultato che mi ero posto tra gli obiettivi di quest’anno e sono consapevole che abbia inciso, soprattutto sul ranking attuale, però io sono sempre la solita Sofia che continuerà ad allenarsi a testa bassa insieme al suo fantastico team cercando di superarsi ogni giorno per raggiungere obiettivi e risultati più grandi

Qual è la tua superficie preferita? E quanto la ritieni importante in questa disciplina?

La mia superficie preferita è indubbiamente la terra battuta però penso che dovrò iniziare a giocare molto di più su superfici veloci, perché anche il calendario non permette di giocare tutto l’anno sulla terra. Sul cemento non gioco così male devo solo convincermi che posso giocarci e acquisirò questa fiducia solo facendo molti più match su questa superficie e ovviamente un obiettivo del prossimo anno sarà quello di riuscire a giocare sull’erba, per poi un giorno arrivare ai campi di Wimbledon.

Si dice che nel tennis per avere una giusta retribuzione bisogna essere nei primi 100 del ranking, sia maschile che femminile, pensi sia vero? E di questa componente un tennista che ha guadagnato una certa somma può sentirsi più ‘’rilassato’’ anche nel campo da gioco, di un altro, in cerca di successi e vittorie?

Penso che per avere un’indipendenza economica bisogna essere tra i primi 150 per giocare quali Slam e tornei più importanti che ti permettono di guadagnare di più, sicuramente arrivata a quel punto mi sentirei più rilassata, meno stressata per le spese che sono tante, indubbiamente, però penso che in questo momento il fatto di non navigare nell’oro sia anche la mia forza perché sono spronata a far sempre di più consapevole di non poter fare questo per una vita intera a meno che non arrivi a quei livelli lì. Quindi sì, sarei molto più tranquilla dal punto di vista economico, però non so se sarebbe completamente un bene perché la mia forza nel campo è avere una grande grinta e voglia di alzare l’asticella sempre più in alto quindi una volta arrivata lì dovrei trovare nuovi stimoli al di là di situazione economica e montepremi.

Obiettivi e ambizioni per il futuro?

Il mio obiettivo generale nel tennis è quello di diventare una professionista, riuscire a giocare tutti gli slam e il mio sogno nel cassetto è quello un giorno di riuscire a giocare e vincere nel campo centrale degli internazionali di Roma con tutta la mia famiglia e amici lì a guardarmi. L’obiettivo di quest’anno era quello di riuscire ad arrivare con il ‘’4 davanti’’ nel ranking mondiale, quindi siamo sulla buona strada visto che in questo momento, grazie al successo di Trieste, sono al numero 482 WTA, però spero sia soltanto l’inizio di un lungo viaggio…








Questa è un'intervista pubblicata il 16-09-2023 alle 12:01 sul giornale del 18 settembre 2023 - 122 letture

In questo articolo si parla di sport, tolentino, intervista, edoardo diamantini

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