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Il governo dorme. Noi dove dormiamo? Il punto sulle proteste in tenda e il caro-affitti, anche nel nostro territorio, con Mattia Santarelli

5' di lettura 27/09/2023 - “Diritto alla casa è diritto allo studio”. Più che un motto, una richiesta, un grido chiaro, incisivo, per denunciare un’emergenza, quella del caro-affitti, che nel post-pandemia ha solo visto aumentare la sua portata. È il diritto alla casa di tutti gli studenti, che in questi giorni stanno protestando in tenda, come nel maggio scorso, davanti alle maggiori facoltà universitarie; ma è il diritto alla casa di tutti: lavoratrici, lavoratori, famiglie, anziani che arrancano sempre più davanti ad affitti spropositati e ad un costo della vita vertiginoso. È un problema anche delle nostre Marche, dato che, per il momento, non viviamo in una bolla. Abbiamo discusso dell’emergenza abitativa, delle proteste, delle risposte – non risposte – del Governo e della situazione nella nostra Regione con Mattia Santarelli: volto attivo delle proteste, segretario di GD Fermo, membro di SU Sapienza e studente dell’università romana.

Per chi mastica ancora poco la questione, perché si parla di emergenza abitativa per i fuori sede nelle città universitarie, e quali sono le ragioni delle proteste?

«Le proteste studentesche di maggio e, ora, di queste settimane, vogliono soltanto essere megafono di una condizione ingiusta, che colpisce milioni di studenti, lavoratori precari, famiglie e persone in difficoltà, dato che 500 euro al mese sono ormai il costo minimo per un posto letto nelle principali città italiane. I prezzi di acqua, luce e gas aumentano, il costo di libri e cancelleria aumenta, il carrello della spesa diventa sempre più caro; tutto aumenta, e poter studiare (o far studiare un figlio) diventa un lusso di chi può permetterselo. Ciò che diminuisce è sempre, solo e soltanto la speranza di riuscire a realizzarsi nella vita, la speranza di un futuro che sembra sempre meno tangibile».

Quali sono le cause del problema?

«Penso sia doveroso partire dal presupposto che il problema del costo degli affitti e degli ostacoli al diritto allo studio è antico e, ahimè, se ne parlava già negli anni ‘70. In questo senso è subito intuibile la complessità e la gravità della situazione. Sicuramente i mancati investimenti fatti negli anni, l’assenza di progettualità politica a livello nazionale e regionale, e la crescita del business degli affitti brevi hanno contribuito ad accrescere una situazione già di per sé grave, in cui la crescita dell’inflazione, dovuta alla crisi geopolitica mondiale, è una goccia che si perde nella mancata cura, da parte della classe dirigente, rispetto ad un diritto fondamentale di ognuno, studente o lavoratore che sia. In questi mesi inoltre, l’incapacità del governo Meloni di rispettare gli obiettivi del PNRR ha quasi rischiato di farci perdere la seconda rata, ora accorpata con la terza, che rischia di saltare totalmente in caso di ulteriori mancanze e ritardi. Nulla di tutto questo è più accettabile».

Quali proposte mettete in campo per arginare questa emergenza?

«Di base la protesta non ha l’ambizione di dare risposte, ma serve per far fare, secondo noi, le giuste domande a chi ci governa. Da parte nostra pensiamo che possa essere una buona idea quella di calmierare i prezzi degli affitti, dietro fissaggio di un prezzo massimo prestabilito, cosi come necessario sarebbe l’incremento del numero di posti alloggio pubblici».

In che modo il governo ha accolto il vostro appello e le vostre idee?

«Ad oggi il Governo ci aveva soltanto concesso un tavolo di confronto con la Ministra Bernini nei giorni delle tende di maggio scorso. Da quel momento, di nuovo zero risposte. Capiamo che il governo possa non apprezzare la nostra iniziativa, ognuno la pensa come vuole, ma credo che nessuno possa negare il fatto che oggi il costo medio della vita, cosi come quello degli affitti e dei libri sia radicalmente aumentato rispetto agli ultimi anni, e studi di “immobiliare.it” e di “Idealista” confermano ciò che dico (v. ad esempio https://www.immobiliare.it/mercato-immobiliare/, n.d.R.). Storicamente, i movimenti studenteschi, soprattutto alla Sapienza, hanno giocato un ruolo chiave nei grandi periodi di cambiamento e nelle grandi lotte sociali. Ora le università sono tornate a parlare, ed è evidente che questo metta in difficoltà il governo. Noi siamo stanchi di ascoltare parole al vento e scuse campate in aria».

Il caro-affitti ha colpito anche le città universitarie marchigiane. Secondo te si tratta di un aumento “fisiologico”, legato all’inflazione generale, o c’è anche qui un problema abitativo come nelle grandi città italiane?

«Per rispondere al meglio mi avvalgo delle parole di Chiara Croce, segretaria regionale dei GD Marche: “Le città universitarie marchigiane hanno peculiarità proprie che non le rendono facilmente paragonabili a realtà come Padova o Bologna, e per di più sono eterogenee anche tra loro: per fare un esempio, l’emergenza abitativa ad Ancona ha una radice diversa dell’emergenza abitativa a Camerino, dove il terremoto ha quasi azzerato il mercato immobiliare privato.

Il caro affitti in città come Ancona dipende in prima istanza dall’inflazione, mentre in città come Macerata, ha inciso il caro vita, come la sempre maggior domanda e scarsità di offerta. Sottolineiamo che dal 2020 il prezzo degli affitti è aumentato del 7% in tutta la Regione. A pesare in tutto ciò la gentrificazione: l’aumento della vocazione turistica delle Marche, ha tolto spazi agli studenti in città come Macerata ed Urbino, dove molti appartamenti sono stati riconvertiti in Bed & Breakfast.

Dietro a questa situazione vi è come causa principale una scelta ed un immobilismo politico. La Giunta Acquaroli non ha finanziato fondi per il sostegno agli affitti e non si è occupata di pensare ad un piano strategico che possa equilibrare la coesistenza dei turisti con chi le città le vive, come gli studenti; tanto meno ha agito nella riconversione di numerosi edifici pubblici dismessi per creare nuove residenze. Si è scelto di ignorare il problema, andando ancora una volta a dimostrare che questo Governo Regionale non ha come obiettivo quello di creare opportunità sul nostro territorio e di incentivare l’alta formazione”».

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di Danilo Monterubbianesi

fermo@vivere.it







Questo è un articolo pubblicato il 27-09-2023 alle 21:22 sul giornale del 28 settembre 2023 - 34 letture

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