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Rogante nuovo presidente Cosmari, Salvambiente: "Speriamo che ci sia un ripensamento sul biodigestore"

2' di lettura 23/10/2023 - Apprendiamo la notizia dell’elezione da parte dell’assemblea dei soci dell’ingegner Massimo Rogante a nuovo Presidente del consorzio Cosmari, e quella del “nuovo” Vicepresidente, Giuseppe Giampaoli.

Come associazione ambientalista Nuova Salvambiente la nostra speranza è che i neo-eletti abbiano un ripensamento in merito alla realizzazione del biodigestore, che porterebbe non pochi rischi per la salute. Se non si riuscisse a scongiurare la creazione di un simile impianto, è bene ricordare che le emissioni odorigene, che da troppo tempo funestano la quotidianità di molti residenti, aumenteranno, e verranno immessi inquinanti nell’aria come ossidi di azoto, ossido di carbonio, carbonio organico totale, acido cloridico, ammoniaca, polveri, e in talune circostanze anche acido floridrico, acido solfidrico ed anidride carbonica.

Il biodigestore, inoltre, produrrà digestato, contenente una carica batterica molto elevata, che sarà mescolato al compost che verrà prodotto, ma proprio la digestione anaerobica che è alla base di questa lavorazione, favorisce lo sviluppo di microrganismi dannosi per le produzioni alimentari, nonché per la salute umana ed animale: l’Istituto Superiore della Sanità mette in guardia sui rischi effettivi di tutto ciò.

Verranno prodotti metri cubi di gas che poi saranno raffinati in metano, che è comunque un gas clima-alterante se immesso nell’atmosfera, ed inquinante se bruciato. Lo stoccaggio di questi gas espone ad un rischio di incendio ed esplosione incompatibile con la zona di costruzione a poche centinaia di metri dalle abitazioni e da un futuro ospedale provinciale, in una riserva naturale e a ridosso di un’area di interesse archeologico. Proprio di recente in Inghilterra è esploso un impianto di questo tipo, a causa di un fulmine.

L’impianto avrà una potenzialità pari a 70.000 tonnellate all’anno di rifiuto organico, una quantità superiore all’effettivo fabbisogno medio annuo dell’intera provincia, pari a circa 50.000 tonnellate, dunque si ignora dove si andrebbe a prendere la quantità mancante, a meno che non si vogliano trattare anche altri materiali, come ad esempio i fanghi inquinanti. Tutto ciò al netto di un aumento considerevole del traffico di camion. Infine, apprendiamo che l’impianto costerà 60 milioni di euro, e per realizzarlo si è tentato di accedere a fondi pubblici, ma non si è raggiunto l’obiettivo. Attualmente si sta cercando una società privata disposta ad investire per ricavarne un suo legittimo guadagno, ma ovviamente la comunità non ricaverà niente da tutto questo in termini di riduzione della tassa sui rifiuti. Il nostro invito è quello al buon senso e ad una seria riflessione di chi abbia potere decisionale sui reali impatti di un impianto simile, che a fronte di un qualche beneficio presunto porterà con sé impatti e rischi significativi, scaricando come al solito i costi sui cittadini.


   

Da Associazione Nuova Salvambiente





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-10-2023 alle 12:11 sul giornale del 24 ottobre 2023 - 124 letture

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