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Eco-logia, non ego-logia: l'incontro con Ercolini a Corridonia

6' di lettura 25/02/2024 - All’Hotel San Claudio di Corridonia venerdì mattina è andato in scena un interessante incontro sul Piano d’ambito e le prospettive impiantistiche del territorio maceratese.

Giuliana Giampaoli, sindaco della città di Corridonia, ha ricordato che la questione ambientale riguarda tutti e quindi le contrapposizioni non sono fruttuose. Dobbiamo trovare soluzioni condivise sulle emergenze ambientali, perché prima o poi con il rifiuto dobbiamo confrontarci e incanalarlo in un processo virtuoso, quello che l’Europa chiama “economia circolare”. Allora servono le competenze di tutti, quelle dei tecnici come quelle dei cittadini, per raggiungere questo obiettivo.

Secondo Giuseppe Giampaoli, vice presidente del Cosmari, la Provincia di Macerata è sempre stata un’eccellenza in questo settore e vuole continuare ad esserlo. Com’è noto, la Regione sta esaminando la revisione del Piano regionale sui rifiuti e ha ribadito la scelta della raccolta differenziata con il sistema porta a porta, che garantisce una migliore qualità delle raccolte. D’altro canto, si sta valutando l’introduzione dell’Ambito regionale unico, mentre andrebbe rafforzato il potere regionale in termini di indirizzo e controllo, affinché gli impianti siano messi in rete, i flussi gestiti e la tariffazione armonizzata. Nella nostra Provincia i Comuni sono sia proprietari degli impianti attraverso il servizio in-house sia membri dell’Ata; quindi, hanno una posizione di vantaggio che va utilizzata per lavorare sulla riduzione del rifiuto e del conferimento in discarica. Se potessimo arrivare ad una raccolta dell’80%, l’ampliamento della discarica d’ambito di 250.000 tonnellate basterebbe per i prossimi 15 anni.

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy e vincitore del Goldman Environmental Prize 2013, Nobel alternativo per l’ambiente, rimarca che qualcosa è cambiato negli ultimi anni, c’è una importante novità, l’alleanza comunità-comuni, società civile-istituzioni. Quando le istituzioni e le comunità si connettono, si liberano energie e saperi, la cosiddetta “scienza dei cittadini”, che consente di indirizzare l’attenzione pubblica su questioni cruciali, favorendo collaborazioni tra cittadini e istituzioni. Il pacchetto sull’economia circolare ha motivazioni economiche, l’Unione europea ha una grande industria manifatturiera ma non ha materie prime, allora le deve estrarre dal cassonetto, una vera e propria miniera urbana. Quindi occorre ripensare l’identificazione tra progresso ed economia lineare, basata su estrazione di materie prime dalla terra, consumo e smaltimento, considerando che la Cina, ad esempio, produce il 90% dei metalli critici, mentre Taiwan ha il know how dei microchip, il 60% del cobalto si trova in Congo, dove è in corso una guerra dimenticata, e così via. Dobbiamo fare ogni piccolo passo nella giusta direzione, verso il recupero di materia, a partire dalla raccolta differenziata e dalla tariffa puntuale, che fa salire subito la raccolta dal 70 all’80 per cento.

Occorre poi migliorare la qualità merceologica, soprattutto del multimateriale e ridurre il RUR, il rifiuto residuo urbano. Siamo pronti ad aprire un tavolo tecnico paritetico analogo a quello già operativo in Toscana per l’analisi del RUR e il recupero a freddo di quanti più materiali possibili, non energia, non CSS, ma materia, nell’ottica della tassonomia europea e del principio di non nuocere in modo significativo all’ambiente (DNSH - do not significant harm). Non dobbiamo preoccuparci del limite del 10% da conferire in discarica, perché l’Unione europea è pronta a rivederlo se questo diventa un ostacolo allo sviluppo dell’economia circolare. Come aggredire quindi il 20% residuo? Con piani di recupero a freddo, che producono, ad esempio, stabilizzato e sottovaglio. Cosa c’è nel sacco nero che possiamo recuperare? Il rifiuto non è una condanna del Signore, siamo noi che lo produciamo e possiamo quindi recuperarlo e invertire i processi industriali. L’impresa deve digerire lo scarto. In questo modo in discarica andrà solo materiale detossificato. Lorenzo Riccetti, assessore all’ambiente di Porto Recanati, osserva che questi discorsi si ascoltano poco nella politica, mentre per noi sono molto importanti.

L’ipotesi di fare un termovalorizzatore non è lungimirante, in Europa li stanno chiudendo, perché con l’aumento della raccolta differenziata e dei processi di recupero non c’è più materiale da bruciare. In questo contesto, i piccoli Comuni possono indirizzarci verso un futuro illuminato. Porto Recanati è uno dei Comuni che ha sperimentato la tariffa puntuale, ma ha riscontrato alcuni problemi economici che ora sta cercando di affrontare. Su questo Giampaoli ritiene che il tempo delle sperimentazioni sia finito e che sia ora di partire, risolvendo tutti i problemi riscontrati. Solo premiando i “bravi” e penalizzando i “cattivi” si possono migliorare la raccolta e il servizio. Saranno utilizzati i microchip in tutta la Provincia e sarà avviata una importante campagna di sensibilizzazione.

La direttrice del Cosmari, Brigitte Pellei, chiarisce che sarà privilegiato il porta a porta, perché nel cassonetto “intelligente” si può buttare qualsiasi sacchetto, anche uno senza microchip, falsando i risultati della rilevazione ai fini della tariffa. Occorre in tal senso controllare la distribuzione dei sacchetti, ogni Comune deve assumersi questa responsabilità. Il Presidente del Cosmari, Massimo Rogante, informa di aver costituito un Comitato scientifico per l’analisi dei materiali che, tra l’altro, sta lavorando sulla possibilità di costruire biomateriali per realizzare protesi dall’umido. Questo Comitato potrà senz’altro collaborare con la rete Rifiuti Zero e con il Centro di ricerca di Capannori.

Enrico Marcolini, di Acli Servizi, fa notare che in questa attività le associazioni fungono da soggetto di cambiamento e, a volte, da punto di contatto per i cittadini, poiché hanno sviluppato capacità formative e di supporto operativo. In conclusione, il sindaco Giuliana Giampaoli chiede qual è il valore aggiunto per un Comune che aderisce alla rete Rifiuti Zero? Oltre al grande impatto emotivo e di coinvolgimento della cittadinanza, spiega Ercolini, ci sono strumenti concreti: l’Osservatorio rifiuti, che è il luogo dove cittadini, associazioni, gestore e amministrazione comunale si confrontano sui problemi da risolvere; l’educazione ambientale nelle scuole, perché i giovani sono il nostro futuro e vanno coinvolti ed educati a nuovi stili di vita perché saranno proprio loro a contaminare i genitori e le famiglie; le iniziative di sensibilizzazione per la cittadinanza come le giornate ecologiche; la verifica del “sacco nero” per dare un riscontro preciso, a ciascun cittadino, su quanto sta facendo, attraverso una lettera di segnalazione in caso di eventuali conferimenti errati. Non sanzione, ma collaborazione, e crescita della comunità. Conclude la mattina un aperitivo realizzato con prodotti tipici del territorio organizzato dal GASsero, Gruppo di acquisto solidale di Castelraimondo.


   

da Organizzatori







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-02-2024 alle 19:25 sul giornale del 26 febbraio 2024 - 150 letture

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