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“I consiglieri comunali di Cingoli Pacetti e Marchegiani sono in pieno cortocircuito politico e personale. Eletti con i voti della Lega, la lasciano per un altro partito perché la coerenza è il principio al quale mai rinunceranno. Quale coerenza? Se rispettassero davvero gli elettori si sarebbero dimessi lasciando che altri leghisti rappresentassero quei cittadini che, barrandone il simbolo, hanno votato la Lega prima ancora che i candidati. È chiaro che Pacetti e Marchegiani tengono molto più alla poltrona che alla coerenza tanto che si arrogano pure il diritto di disporne a piacimento in barba alla volontà dei cingolani”.


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“Abbiamo presentato un’interrogazione urgente al ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina per chiedere chiarimenti sulla manifesta ostilità da parte della dirigenza dell’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche, che ha operato dei tagli arbitrari di personale al Convitto ‘Giacomo Leopardi’ di Macerata, penalizzando di fatto l’erogazione di tutti i servizi per le famiglie".



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“Ricotta dice di non temere i parvenus della politica perché l’ha frequentata al fianco di grandi politici da quando era ragazzino. Allora perché contro Parcaroli, candidato sindaco della Lega sostenuto dal Centrodestra, Ricotta ricorre a confronti dal tono infantile degno più di gare tra ragazzini con i pantaloncini calati che di quella Politica con la P maiuscola di cui si autonomina erede? È chiaro che teme e molto l’avversario Parcaroli, altrimenti non avrebbe dimenticato una regola base dei gattopardi della DC: mai personalizzare lo scontro per rimediare alla mancanza di argomenti concreti. Purtroppo per Ricotta di concreto c’è solo che Macerata è una città gloriosa in decadenza per colpa di amministratori che vivacchiano sugli allori di ieri anziché progettare il domani. I maceratesi hanno le tasche piene dei disastri amministrativi di ex reclute e riservisti poltronari che l’hanno ridotta da capoluogo a cenerentola di provincia, da isola felice a centrale di spaccio”.


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“La giunta PD di Macerata, di cui il candidato sindaco Ricotta è stato assessore ai servizi sociali, coglie l’occasione del Covid per dissimulare ancora una volta le sue intenzioni sull’accoglienza migranti: continuare in una gestione fallimentare. Rinnova la convenzione di centinaia di migliaia di euro al GUS dribblando anche i provvedimenti della Corte dei Conti che ha certificato come persino il bilancio comunale è stato piegato alle necessità di privati con il monopolio dell’accoglienza: illegittimamente, al GUS è stata anticipata liquidità accollandone i costi alla collettività. La Lega ribadisce che non è questa la strada. Tuteleremo la sicurezza dei maceratesi che non può dipendere esclusivamente da contrasto e repressione, ma deve essere frutto soprattutto della prevenzione per cui la gestione oculata dell’accoglienza è un elemento essenziale”.


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"La sinistra è imbattibile nel distruggere, noi vogliamo costruire e per farlo serve tempo. La Lega è al lavoro per rilanciare Macerata, dopo che la sinistra ha demolito il ruolo di riferimento e centralità che la città rivestiva per tutto il territorio. Solo attraverso un costante e fattivo confronto tra le anime del centrodestra, riusciremo insieme a gestire la preoccupante eredità lasciata da decenni di spregiudicate amministrazioni di sinistra. Ricotta abbia almeno il buonsenso di non presentarsi come ‘unto dai maceratesi’, perché non è che il candidato del pensiero unico di un centrosinistra che coraggiosamente, dopo dieci anni di assessorato, non arrossisce nel definirlo ‘espressione di discontinuità di metodi e contenuti’."




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“Da maceratese, figlio di medico anestesista ho cercato di fare qualcosa per rendere un po’ più sicuro il lavoro dei medici di base, per quello che è possibile da singolo cittadino, donando protezioni individuali come visiere e camici di cui sono carenti. Stanno rischiando di essere il soldato Ryan nella lotta alla pandemia: esposti in massa alla potenza di fuoco del Covid-19 senza nemmeno la parvenza di adeguati giubbotti anti-proiettili”.


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Una zona franca, un asse ospedaliero strategico che unisce le città di Cingoli e di Matelica. E’ quanto immaginato dai consiglieri regionali della Lega, Sandro Zaffiri, Mirco Carloni, Marzia Malaigia e Luigi Zura Puntaroni, nell’ottica di organizzare al meglio la grande sfida al coronavirus.